Il Box Office italiano piange. E se esercenti e distributori intonassero un mea culpa?

Gli incassi cinematografici di Natale e Santo Stefano – secondo i dati diffusi da Cinetel – scendono a 18 milioni 470mila euro contro i 21 milioni 249mila del 2010, con una flessione del – 13,08%.

Se guardiamo ai biglietti venduti il dato è ancora peggiore: 2 milioni 520mila biglietti nel 2011 contro i 2 milioni 966mila dello scorso anno, pari a -15,01%.

Nonostante il cinema sia un divertimento a basso costo e tradizionalmente anticiclico, rispetto alla desolante situazione economica, la crisi non lo ha risparmiato: nei tre giorni di festa Sherlock Holmes Gioco di ombre è primo con 4.593.360 euro, seguono da Vacanze di Natale a Cortina con 4.344.323 euro, ben lontani dai 7.021.657 di Natale in Sudafrica del 2010. Pieraccioni è quarto con soli 3.247.987 euro, dietro al Gatto con gli stivali.

Gli esercenti ed i produttori/distributori piangono miseria. Ma vogliamo dire la verità?

Perchè uno spettatore comune dovrebbe scegliere di andare a vedere uno di questi quattro “capolavori” natalizi?

L’offerta cinematografica è miserrima. Gli unici film degni di questo nome sono Midnight in Paris, che infatti incassa altri 436 mila euro, nonostante sia uscito da un mese e The Artist, che i distributori hanno sapientemente occultato, rendendo impossibile trovarlo in sala, fuori dalle città capozona.

Negli Stati Uniti il Natale ha segnato l’uscita di kolossal come Mission:Impossible, Tintin e Millennium: Uomini che odiano le donne, film d’autore come Hugo di Scorsese e War Horse di Spielberg e commedie come We bought a Zoo.

Sono aumentare le sale di piccoli indipendenti da Oscar come The Descendants e Young Adult.

Da noi è arrivato solo il pessimo Sherlock Holmes Gioco di ombre di Ritchie che negli States ha incassato la metà del primo capitolo. Giustamente.

Non è arrivata l’ora per i distributori di smetterla di operare in maniera miope, regalando il Natale a quattro atroci commedie italiane, che non incassano neppure più come una volta? L’anno scorso li ha salavati il ciclone televisivo di Checco Zalone. Quest’anno basterà il seguito di Benvenuti al Sud, che esce il 4 gennaio?

Non è il caso di lanciare a Natale – ed anche nella stagione estiva – i film che escono in tutto il resto del mondo?

Dopo il flop annunciato delle feste si preannuncia un’estate avarissima di titoli. Tutti i film più attesi da Il ritorno del Cavaliere Oscuro a Prometheus sono rinviati ad un settembre affollatissimo. Molti li vedranno in anteprima con i soliti mezzi.

Parafrasando Moretti: cari distributori ed esercenti, ve lo meritate il cinepanettone! E questa volta vi è rimasto tutto sullo stomaco…

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