The Red Riding Trilogy

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Prodotti da Channel 4 ed andati in onda nella scorsa primavera sulla tv inglese, i tre film, tratti dal Red Riding Quartet di David Peace, sono un piccolo gioello, da riscoprire senza indugio.

I quattro densissimi romanzi, ambientati tra la metà degli anni ’70 ed i primi anni’80, nel desolato Yorkshire inglese, intrecciano pericolosamente realtà e finzione: la caccia al vero serial killer di prostitute, soprannominato lo Squartatore, si sovrappone alle scure vicende, che legano il locale comando di polizia con un losco imprenditore, ossessionato dai cigni.

Peace usa lo stile sincopato di Ellroy e come il maestro americano, sovrappone voci, personaggi, cambia il punto di vista: si rifiuta di fornire soluzioni troppo facili o troppo esemplari, descrivendo un paesaggio desolante e degradato, dove tutti sono complici e dove l’innocenza si è persa tra la nebbia fitta ed il fango umido dello Yorkshire.

Dei quattro romanzi originali, adattati per lo schermo con straordinaria bravura da Tony Grisoni, solo tre sono stati effettivamente prodotti: 1974, 1980 e1983.

Per motivi di budget è rimasto incompiuto 1977, ma la storia regge ugualmente, grazie alla mano felicissima di Grisoni ( Paura e delirio a Las vegas, Tideland, In questo mando libero, the man who killed Don Quixote) nel semplificare la prosa jazz di Peace e nel rendere intellegibile l’enorme mole di personaggi minori e sottotrame, di cui i romanzi sono ricchissimi.

Parte dell’originalità del quartetto di Peace stava nell’assumere – per ognuno dei romanzi – un protagonista diverso, capace di mettere in crisi e ribaltare le (poche) certezze del racconto precedente, con un continuo ribaltamento nella considerazione dei personaggi e delle loro azioni.

I tre film sono stati affidati a tre registi diversi, che hanno scelto un approccio del tutto peculiare al proprio episodio.

Red riding Eddie Dunford 2

1974 è stato girato da Julian Jarrold in 16 mm: una scelta felicissima che restituisce tutta la frammentarietà di un mondo dove i raggi del sole non arrivano mai ad illuminare una tragedia senza fine.

Il giovane Eddie Dunford ritorna nello Yorkshire dopo aver trascorso molti anni al sud, per un periodo di apprendistato al giornale locale: il padre, famoso sarto, è appena morto e Eddie si trova a dover coprire, in concorrenza con il collega più anziano Jack Whitehead, il caso di una bambina scomparsa, Claire Kemplay.

Claire verrà ritrovata seviziata ed uccisa in un cantiere, con due ali attacacte sulla schiena.

Il suo caso però si ricollega a quello di altre due bambine scomparse nel 1969 e nel 1972: Eddie finirà per innamorarsi della madre di una delle due, scoprendo lentamente un panorama di depravazione e connivenze impensabili, che coinvolge la polizia locale ed il costruttore John Dawson, mentre un innocente – Michael Myshkin – finirà in galera, accusato dei tre delitti.

In una notte da tregenda, al Karachi club, Eddie cercherà la sua inutile vendetta personale.

Red riding Peter Hunter

1980 è stato girato da James Marsh in 35 mm ed ha come protagonista il poliziotto Peter Hunter degli affari interni: dopo essere stato inviato una prima volta nello Yorkshire, per fare luce proprio sulla sparatoria al Karachi club, ritorna a Leeds per indagare sui colleghi locali ed aiutarli nella ricerca dello Squartatore, che sta ridicolizzando le forze dell’ordine e terrorizzando l’opinione pubblica, con continue aggressioni alle donne e omicidi brutali.

Hunter, aiutato dai colleghi John Nolan ed Helen Marshall, cerca di fare luce in un’indagine piena di buchi e false piste.

Si accorgerà ben presto che non tutti i delitti attribuiti allo Squartatore sono effettivamente riconducibili alla sua mano e che la morte di Claire Strachan affonda le radici in traffici poco limpidi della polizia locale.

La sua integrità morale verrà messa in dubbio, la sua casa verrà bruciata e sarà uno dei suoi uomini a tradirlo, per coprire definitivamente la sparatoria al Karachi club e l’omicidio di Claire Strachan.

Red riding Maurice Jobson

1983 è stato girato da Anand Tucker in digitale con la Red One Camera.

Il protagonista è Maurice Jobson, investigatore della polizia dello Yorkshire, assalito dai sensi di colpa, per aver avallato i soprusi, le torture, le false accuse e le coperture criminali dei suoi colleghi: quanto un’altra bambina scompare, i fantasmi del 1974 si rifanno vivi, rendendo intollerabile il suo colpevole silenzio.

Parallelamente l’avvocato John Piggott, figlio di un ufficiale di polizia, da poco suicidatosi, viene incaricato dalla madre di Michael Myshkin, accusato dei primi tre delitti, di presentare appello alla prima sentenza, frutto di un confessione estorta con la tortura.

Nel frattempo il miglior amico di Myshkin, Leonard Cole, viene arrestato con l’accusa di aver rapito l’ultima bambina.

Red riding John Dawson

I tre film restituiscono l’atmosfera malsana e oscura che fa da sfondo ad una storia di avidità, potere e orrore senza fine.

David Peace,  figlio dello Yorshire e testimone diretto di quegli anni di crisi morale e materiale, nei quali si preparava l’avvento della Thatcher e della rivoluzione conservatrice, che avrebbe fatto piazza pulita dei sindacati e della classe operaia, ricorda con rabbia e senza sconti la brutalità della polizia e la connivenza con una borghesia imprenditoriale, mostruosa e deviata, nella quale le pubbliche virtù, difese con violenza criminale, celavano vizi privati indicibili.

E’ un peccato che manchi l’episodio relativo alle indagini del poliziotto buono Bob Fraser, che si intrecciano nel 1977 ai primi delitti dello Squartatore dello Yorkshire.

I film si vedranno al Festival di Roma e poi nelle sale di tutto il mondo, grazie alla IFC, che ne ha comprato i diritti di distribuzione.

red_riding_paula garland

Ridley Scott e la Columbia hanno acquisito il diritto a farne un remake americano, riducendo il tutto ad un solo film, verosimilmente ambientato negli States (!!!) ed affidato a Steven Zaillian, per l’adattamento: speriamo seriamente che Scott abbia troppi altri progetti, per dedicarsi a rovinare il Red Riding Quartet, assolutamente perfetto nell’odierna trasposizione, prodotta da Andrew Eaton.

Tra gli attori si segnalano i tre protagonisti Andrew Garfield, Paddy Considine e David Morrisey, oltre a Sean Bean, nella parte di John Dawson,Rebecca Hall in quella di Paula Garland, Eddie Marsan che impersona Jack Whitehead e Peter Mullan nelle vesti del reverendo Martin Laws.

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