Venezia 2019. Blanco en blanco

Blanco en blanco ***

Orizzonti

Il secondo film dello spagnolo Theo Court, a nove anni dal debutto con Ocaso, è un viaggio a ritroso all’inizio del Novecento.

Il fotografo Pedro viene convocato nella Terra del Fuoco, un arcipelago posto nella punta più estrema del Sudamerica, dopo il potente proprietario terriero Mr. Porter ha deciso di sposarsi e di fermare su pellicola l’evento.

Una volta raggiunta la grande magione con il suo treppiede e la sua macchina fotografica, Pedro comprende che la sposa non è altri che una bambina innocente.

Ossessionato dalla ragazza, il fotografo cercherà di catturarne la bellezza, con gli strumenti che possiede, ma incontrerà l’ira del suo committente.

Invisibile a tutti, Mr. Poter comanda una corte di uomini pronti a tutti per assecondare il suo piano di rifondare in quel lembo di terra una civiltà nuova. Il popolo indigeno dei Selknam, che la abita è l’oggetto di una terribile primitiva caccia all’uomo.

Tradita la fiducia di Mr. Porter, Pedro è costretto a rimanere nella Terra del Fuoco e a partecipare al genocidio di Porter, continuando a fare il suo mestiere, a maggior gloria dell’impresa sciagurata del suo padrone.

Il film di Theo Court, immerso nella luce tenue di un inverno senza fine, è un lento approssimarsi del protagonista al suo destino.

Illuso di dover solo ritrarre la bellezza e la grazia di un incontro, si troverà a dover testimoniare con la stessa professionalità il massacro di un popolo.

La sua ossessione per la composizione e per il movimento ne faranno l’interprete ideale per il regime di Porter.

Una tragedia del desiderio e delle intenzioni, quella raccontata da Court nel suo film.

Le grandi pianure inospitali, le condizioni estreme, i grandi proprietari sempre lontani: tutti elementi forti, di un racconto invece minimo, che si muove attraverso piccole approssimazioni ad un destino che suona come una maledizione.

Per Court tutto nasce dalle immagini d’inizio secolo: “chi ha scattato queste foto? Chi ha preso parte a questi eventi come invisibile voyeur?”

Il suo film è il tentativo di dare una risposta plausibile e non scontata su quelle atrocità.

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