Venezia 2018. Masterclass di David Cronenberg

Davanti alla miliardesima richiesta di suonare Smells like teen spirit, Kurt Cobain inizia ad odiare la sua canzone. Nei suoi concerti da solista, Liam Gallagher biascica qualche improperio prima di attaccare coi primi accordi di Wonderwall. Così David Cronenberg, prima della sua master class, chiede che la conversazione coi presenti verta su attualità, evoluzioni e stravolgimenti nell’industria cinematografica, ma – per favore – non sui suoi film. A detta sua: “Ormai la mia carriera è storia, l’equivalente di un documentario” spiega, “non riesco più a giudicare i miei film in quanto opere d’arte, sono soltanto ricordi”.

Sulle pellicole Netflix e sul loro sbarco fra i lungometraggi selezionati per la Biennale: “A Cannes si rifiutano perché per loro non è vero cinema, ne cancella la sacralità, ma la sacralità a che serve quando hai la possibilità di essere distribuito in 190 paesi?”. Un pensiero sempre più condiviso, se si considera che poche settimane fa l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha proposto, non senza scatenare polemiche, di introdurre a partire dalla cerimonia degli Oscar 2019 la categoria per il “Best popular movie”.

Per ovvio collegamento con Netflix, un pensiero sulla serialità: “Nel 2015 mi sono buttato sul mercato editoriale col mio romanzo Consumed, appena ho avuto l’impulso di iniziare a scrivere il secondo però mi sono fermato”, racconta, “ho pensato che potrebbe assolvere alla stessa funzione una serie tv, che grazie alla spanna di tempo dilatata dà spazio a una dimensione d’approfondimento quasi impossibile in un singolo film”.

Antiretorica dei nostalgici: “Odio la pellicola! Siamo stati analogici per obbligo, ora sfido chiunque a rifiutare il digitale”, commenta, “girare in pellicola è come scattare la pessima fotografia di un dipinto, mentre il digitale permette una replica permetta dell’originale”.

Con generico entusiasmo per tutto ciò che è nuovo e luccica: “La virtual reality mi esalta, ne approfondirò la applicazioni quando smetterà di venirmi la nausea ogni volta che la utilizzo”, scherza, “mentre amo molto i droni, hanno ampliato le possibilità del cinema”.

Un ragazzino di 75 anni che non smette di essere libero sperimentatore.

Annunci

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.