Venezia 2017. Nico, 1988

Nico, 1988 ***

Orizzonti

A quasi 50 anni, la cantante e musicista Nico conduce una vita solitaria e appartata a Manchester, molto diversa da quella sfavillante che viveva negli anni sessanta, quando era una modella dalla bellezza leggendaria, musa di Warhol e vocalist dei Velvet Underground. Non le importa più molto del suo aspetto e della sua carriera, ma grazie al suo nuovo manager, Richard, ritrova la motivazione per partire in tour e tornare a esibirsi in giro per l’Europa. Tormentata dai suoi demoni e dalle conseguenze di una vita scombinata, Nico prova a ricostruire un rapporto con il figlio, la cui custodia le era stata tolta molti anni prima. Musicista coraggiosa e intransigente, la sua è la storia di una rinascita: di un’artista, di una madre, di una donna oltre la sua icona.

Non gioca a favore del film di apertura della sezione Orizzonti il cliché della star decaduta, viziosa e irascibile, che cerca una nuova vita artistica. Tuttavia Nico, 1988, il secondo lungometraggio di Susanna Nicchiarelli, è un film che parla delle debolezze umane con franchezza e disincanto, perfino con una punta di ironico cinismo.

La pellicola si caratterizza per essere un film italiano al cento per cento, con produttori made in Italy che hanno scommesso per portare sul grande schermo una storia internazionale interpretata da un cast variegato, complicata fin dalla presentazione del progetto su carta. Chi non si ricorda dell’artista negli anni Settanta, quando era la musa di Andy Warhol, può fare brevi ricerche nel web: all’anagrafe Christa, Nico, è stata una cantante e modella tedesca celebre ai tempi dei The Velvet Underground di Lou Reed e John Cale.

Nicchiarelli, dando il ruolo a Trine Dyrholm, non parla al pubblico della Nico più nota, scostandosi in questo modo dal genere del biopic e puntando diritta alla ricostruzione di quel pezzo di vita dall’apice alla dissoluzione, anzi proprio raccontando i due anni prima del decesso, un periodo poco presente nei repertori fotografici e assente anche dalle registrazioni d’epoca, con qualche frammento proveniente dalle interviste radiofoniche.

La regista dà vita a un personaggio più verosimile che vero presentato con gli occhi del mondo che le ruota attorno, senza scalfirla più di tanto. La tournée di Nico – con una serata anche ad Azzio – tocca i Paesi europei prima della caduta del muro di Berlino, un pezzo di storia così vicino eppure così lontano dal contesto attuale.

Il core del film è la parte musicale, un vortice di energia con alcuni pezzi della carriera da solista di Nico, interpretata magistralmente dall’attrice danese Dyrholm, con la sua voce roca e decadente, un lamento esistenziale straziante e profondo. Attorno a ciò che rimane della vecchia “star” c’è una band di musicisti insoliti e i manager, alle prese con la propria redenzione o rovina, tra cui si insinuano giochi di attrazione, scherni e scaramucce.

Troviamo Richard (John Gordon Sinclair),  il produttore di Manchester innamorato della star, la coproduttrice Annamaria in grado di risolvere i guai ma in conflitto con la cantante, suo figlio ARI (Sandor Funtek II) uscito da una clinica psichiatrica ed in bilico tra vita e morte, la violinista polacca Sylvia (Anamaria Marinca), troppo “perbene” per quell’ambiente, il chitarrista vizioso che non riesce a disintossicarsi e il nuovo chitarrista italiano, Domenico, estimatore della Nico così come la vede.

La dissoluzione riempie immagine dopo immagine lo schermo ma lo strappo è solo annunciato, non si vede: sullo schermo, dopo 93 minuti, appaiono le parole che ricordano la morte della cantante nel 1988 a Ibiza.

Il film uscirà nelle sale italiane il 12 ottobre prossimo, distribuito da I Wonder Pictures.

http://www.michelamanente.it

Italia, Belgio / 93’
lingua Inglese, Tedesco, Ceco
cast Trine Dyrholm, John Gordon Sinclair, Anamaria Marinca, Sandor Funtek, Thomas Trabacchi, Karina Fernandez, Calvin Demba
sceneggiatura Susanna Nicchiarelli
fotografia Crystel Fournier
montaggio Stefano Cravero
scenografia Alessandro Vannucci, Igor Gabriel
costumi Francesca e Roberta Vecchi
musica Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo
suono Adriano Di Lorenzo, Marc Bastien, Franco Piscopo
effetti speciali Chromatica e Digimax

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