Cannes 2017. How To Talk To Girls At Parties

How To Talk To Girls At Parties **

A story about the birth of punk, the exuberance of first love, and the universe’s greatest mystery of all: how to talk to girls at parties.

A sette anni di distanza dall’ultimo drammatico Rabbit Hole, John Cameron Mitchell – noto soprattutto per l’esordio glam rock di Hedwig e per il flop di Shortbus – presenta a Cannes, fuori concorso, il suo nuovo film, un pastiche tra musica punk, alieni e love story generazionale, che ha raccolto caldi applausi alla proiezione ufficiale al Palais.

Si racconta di tre ragazzini inglesi, amanti del punk, che finiscono improvvisamente ad una festa privata, di una genia aliena dedita a pratiche BDSM e sacrifrici, vestiti di latex colorato.

Alla fine di una serata surreale e dolorosa, Enn rapisce la giovane Zan e la porta a casa sua, dopo un primo bacio che non dimentichera’…

Nelle 48 ore di liberta’ concesse a Zen, la ragazza verra’ introdotta alla vita dei sobborghi ed alla rivoluzione punk: quando il gruppo degli alieni ne riclama il ritorno per abbandonare la Terra, Enn chiama a raccolta i suoi amici, guidati da Boadicea, la regina del Punk, per impediglielo.

Fantasia musical/fantastica, che fa della tenerezza adolescenziale il suo leit motiv principale, in mezzo a scenografie camp e costumi divini di Sandy Powell, HTTTGAP e’ molto diverso da come ce lo saremmo aspettato e con la musica punk non c’entra davvero nulla, se non per lo spirito irriverente e dissacrante, che sembra aver animato tutta l’operazione.

E che ha coinvolto gli attori, decisamente partecipi del microcosmo folle di Mitchell. Il suo e’ un film che sembra arrivare dagli anni ’90, proprio come Hedwig.

Purtroppo per lui il tempo dei cult movies e’ finito. HTTTGAP sapra’ ritagliarsi il suo spazio e trovare il suo pubblico, come e’ avvenuto qui sulla Croisette ? Glielo auguriamo, ma abbiamo piu’ di qualche dubbio, anche perche’ se Elle Fannign e’ deliziosa come al solito e la Kidman ha una piccola parte, piuttosto gustosa, il protagonista, Alex Sharp e’ del tutto improbabile, una faccia che vorresti dimenticare, mentre ancora stai vedendo il film.

Mitchell di suo ci mette l’entusiasmo, ma poco altro. La regia non e’ mai in controllo, il racconto sbanda paurosamente, la drammaturgia da fumetto la fa da padrona, i numeri musicali sono pochi e neppure particolarmente coinvolgenti, e gli alieni colorati, che sembrano una setta, annoiano dopo 3 minuti.

CREDITS

John Cameron MITCHELL – Director

John Cameron MITCHELL – Script / Dialogue

Philippa GOSLETT – Script / Dialogue

CASTING

Elle FANNING – Zan

Nicole KIDMAN – Queen Boadicea

Alex SHARP – Enn

Ruth WILSON – PT Stella

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