Venezia 2013. Barbera e Bertolucci sulla prossima mostra

bertolucci istituto di cultura 2 full size

Due interviste importanti oggi sui quotidiani: La Stampa intervista Alberto Barbera alla vigilia del suo secondo festival, mentre su Repubblica parla Bernardo Bertolucci, presidente della giuria.

Fulvia Caprara incalza il direttore:

Che cosa si vedrà alla Mostra?  

“Accanto ad alcuni temi ricorrenti, inevitabili perchè il cinema è l’antenna sensibile dell’attualità, c’è molto altro. La poesia di Myazaki, l’ottimismo programmatico dell’Intrepido di Amelio, l’utopia di Mia Wasikowska, protagonista dell’avventura australiana di Tracks, l’horror di Wolf creek 2, una specie di parodia di Kill Bill nel film di Sion Sono Why don’t you play in hell?…. Insomma, di tutto. Film di genere, film radicali, film leggeri, film divertenti”.

C’è chi dice che il Festival di Toronto minaccia Venezia, che tanti film importanti stanno lì e non al Lido.  

“Basterebbe confrontare i due programmi per capire che non è vero. A parte il film di Steve McQueen che non è qui per decisioni di marketing, non c’è nessun titolo che ho visto, che avrei voluto e che è invece andato a Toronto. Anzi. Venezia fa scuola, dà il via alla stagione, gli altri festival ci riconoscono come punto di riferimento”.

Capitolo star. Assenti o presenti? E soprattutto, secondo lei è importante averne?  

“Presenti, eccome, non in numero minore rispetto allo scorso anno. Quando sono al servizio di un buon film, credo che le star ci debbano essere, servono a creare un’atmosfera di festa, aiutano la comunicazione sui media. Il cinema è fatto anche di corpi, di volti, di persone che diventano oggetto del desiderio dello spettatore. L’errore starebbe nel proporre un film, magari venuto male, solo perchè nel cast ci sono dei divi. In quel caso l’effetto è boomerang”.

Ha avuto problemi di concorrenza, nella scelta delle opere, con il Festival di Roma diretto da Marco Müller?  

“Nessun problema, esattamente come l’anno scorso. Non so nulla di Roma e comunque non mi è successo niente che mi abbia spinto a pensarci”.

Bertolucci invece, intervistato da Arianna Finos:

“Sono molto curioso. Sulla carta, quello di Alberto Barbera è un programma che ha la sua forza nei rischi che prende. In giuria cercherò di trovare una bella armonia. Sono tutte persone che rispetto molto. Andrea Arnold ha fatto un film bellissimo, Fish tank, in cui per la prima volta ho visto Michael Fassbender. Alcuni giurati mi sono cari: Sakamoto e Carrie Fisher per esempio. Carrie non la vedo da anni. Sua madre è Debbie Reynolds, suo padre Eddie Fisher, sua madrina Liz Taylor anche se aveva rubato suo papà a sua mamma. La ricordano tutti come la principessa Leila di Star Wars ma poi è diventata una bravissima scrittrice. E bello anche ritrovare Ryuichi Sakamoto, che ha scritto la musica di tre dei miei film. Il cinema è così: finito il lavoro ci si saluta come per vedersi all’indomani, poi passano decenni”.

Un pensiero riguardo “Venezia 2013. Barbera e Bertolucci sulla prossima mostra”

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