Army of the Dead

Army of the Dead **

Il nuovo film di Zack Snyder, che segue di un paio di mesi la versione Director’s Cut della sua Justice League, ha avuto una storia produttiva piuttosto complicata ed è significativo, da molti punti di vista, per il regista di 300.

E’ la sua prima collaborazione con Netflix, dopo una vita trascorsa alla Warner e l’uscita disastrosa dall’universo DC, con polemiche e petizioni online. E’ un ritorno agli zombie movie, dove Snyder aveva cominciato la sua carriera nel 2004, con il remake de L’alba dei morti viventi di Romero, scritto da James Gunn. E’ infine il primo film che ha prodotto dopo la morte della figlia e le dinamiche genitoriali emergono in modo prepotente, come uno degli elementi centrali nel racconto.

L’idea del film nasce addirittura nel 2007 da un soggetto dello stesso Snyder e di Joby Harold, che Warner e Universal si sono palleggiate a lungo, rinviandone sempre la realizzazione.

Quando nel gennaio 2019 Netflix ha acquistato i diritto della storia, il film è entrato in produzione molto velocemente, grazie alla disponibilità di Snyder a dirigerlo, al posto dell’olandese Matthijs van Heijningen Jr. (La cosa), e di Dave Bautista a vestire i panni del protagonista Scott Ward, un mercenario chiamato a recuperare 200 milioni di dollari dal caveau di un casinò, in una Las Vegas assediata dagli zombie.

Il film si apre nella notte, con un convoglio dell’esercito addetto ad un trasporto eccezionale nel deserto del Nevada. Quando l’auto di una coppia di sposini si schianta frontalmente con i mezzi militari, la gabbia di ferro, che i militari trasportano, si apre e ne esce uno zombie famelico e velocissimo, che fa una strage e si dirige verso Las Vegas.

Sui titoli di testa vediamo l’esplodere della pandemia zombie nella città del gioco d’azzardo e la decisione del Presidente di costruire una sorta di muro con i container, attorno alla città, per isolare il contagio.

Al di fuori del muro sorge un campo profughi, con i sopravvissuti e coloro che sono stati esfiltrati dalla città.

Scott Ward, che si era distinto nella prima fase dell’epidemia, guadagnandosi una medaglia al valore, per aver salvato un ministro, sbarca il lunario cucinando hamburger in un fast food.

Quando il milionario Mr. Tanaka gli chiede di rimettere in piedi una squadra, per un colpo da 50 milioni di dollari nella città assediata, non ci pensa un minuto.

Scott ha perso la moglie, a cui ha dovuto sparare in testa una volta infettata, e non parla più con la figlia, che lavora come volontaria nel campo profughi.

Il team per il colpo suicida è internazionale e molto ampio. Accanto alla messicana Maria e all’afroamericano Vanderohe, ci sono Dieter, il tedesco esperto di casseforti, una cazzutissima elicotterista, il latino Mikey Guzman, con l’amica Chambers e il capo della sicurezza di Tanaka, che sembra avere un’altra agenda, durante il colpo.

Last minute si aggiungono Kate, la figlia di Scott, che vuole recuperare l’amica profuga Geeta, che si è avventurata in città in cerca dei soldi delle slot, la francese Coyote e la guardia di sicurezza del campo profughi, Burt, sessista e abusivo.

Una volta arrivati sulla strip, si accorgeranno che in città regnano gli Alpha, zombie leader, che capiscono e si fanno capire e che si sono organizzati.

Su tutto incombe l’imminente decisione del Presidente americano di sganciare un’atomica su Las Vegas, per risolvere con le maniere forti, il problema zombie.

Il film di Snyder si prende tutto il suo tempo per introdurre i tantissimi personaggi, regalando a ciascuno una sua personalità, qualche sprazzo di passato e uno spazio adeguato ad un lavoro che vuole essere corale.

Se al centro rimane il rapporto compromesso e irrisolto tra Scott e la figlia, Army of the Dead limita l’azione a momenti sempre piuttosto definiti all’interno della narrazione, spesso grazie all’uso di flashback e di ellissi che condensano passaggi e assalti, lasciando poi ai racconti personali uno spazio inconsueto in un film d’azione.

D’altronde la stessa cosa accadeva ne L’alba dei morti viventi, per non dire delle quattro ore della sua Justice League.

Anche qui tornano gli slow motion, che evitano almeno l’effetto da videogioco kill-them-all.

Eppure Snyder sembra interessato il giusto all’impianto visivo del suo film, quanto piuttosto a dare uno spessore significativo al rapporto tra padre e figlia, in una sorta di melò che scorre sotterraneo, sotto la patina d’azione.

Non meno evidente la metafora del muro e dei campi profughi, che cingono Las Vegas, su cui si abbattono le maniere forti presidenziali, che evocano la frontiera messicana, oggetto delle attenzioni disumane di Trump.

E non è un caso forse, che nel beffardo finale, l’aereo sia diretto proprio a Città del Messico.

Per la prima volta Snyder, oltre a scrivere, dirigere e produrre, ha curato personalmente anche la fotografia del suo film, con risultati interessanti solo in qualche scena ambientata al tramonto, in cui l’orizzonte sembra sfumare tra il blu della notte e l’arancione del giorno.

Il cast di giovani di belle speranze e caratteristi è quanto di più inclusivo si potrebbe immaginare e, a parte Dave Bautista, si tratta di volti in gran parte inediti o di caratteristi affidabili.

Il film è troppo lungo e sembra non trovare mai il ritmo giusto tra accelerazioni, sintesi e poi lunghe digressioni. Ma sono difetti a cui il cinema di Snyder ci ha già abituato.

Army of the Dead, pur senza avere la forza radicale delle allegorie di Romero, sembra rispettarne almeno un po’ lo spirito politico e sociale, anche nel suo sberleffo alle soluzioni fine di mondo.

Ci si diverte? Fino ad un certo punto, anche perchè l’ironia, l’iperbole e il sarcasmo non sono mai troppo abbondanti nei copioni di Snyder.

In lavorazione un prequel Army of Thieves, diretto e interpretato dall’attore Matthias Schweighöfer con Nathalie Emmanuel, che arriverà a Natale e l’animazione Army of the Dead: Lost Vegas, che Snyder sta sviluppando assieme a Jay Oliva e che riunirà buona parte del cast per dare voce ai personaggi, per raccontare la caduta della città in preda agli zombie.

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