Cannes 2020. Thierry Fremaux a Variety: vogliamo esserci, in autunno, per dare un contributo

Thierry Fremaux non riesce davvero a gettare la spugna su Cannes 2020.

Dopo il comunicato stampa di ieri, che seguiva le decisioni del governo sull’estensione del lockdown e il divieto di eventi pubblici fino a fine luglio, ma che lasciava aperto uno spiraglio per una versione alternativa del festival di cinema più importante del mondo, Fremaux ha chiarito meglio in un’intervista a Variety, il suo pensiero.

Innanzitutto: there won’t be a virtual festival because it would make no sense considering what the Cannes Film Festival is. And there will be neither a shorter festival or one with fewer sections”.

Quello che è certo è che non si farà nulla entro il mese di luglio. Discutere di quello che avverrà dopo l’estate è al momento prematuro. Potrebbero saltare anche Venezia, Toronto e New York, oppure no: “if we fight, it’s not (for) the festival itself, but to support the economic relaunch of the whole sector, on a global scale: the films, the artists, the professionals, the theaters and their audiences”.

Anche se probabilmente non ci sarà il solito marchio della palma con l’indicazione official selection, ci potrebbe essere un logo più generico: “We can imagine a “Cannes 2020” label that would allow us to accompany and help promote films that we have seen and will be seeing until the end of June. (There are) beautiful films coming to us from the entire world; we must and we want to shine a light on them so that they can reach an audience when the time (comes for) their releases this fall”

Cannes e gli altri festival d’autunno avranno senso solo se c’è una prospettiva di riapertura delle sale: “And it will all depend on the reopening of movie theaters, which is a crucial issue. The engagement of Cannes in favor of movie theaters remains unchanged: we must help them; it will take time. 

The Cannes Film Festival wants to be present in the fall to contribute to all this.”

Se questa prospettiva si concretizzasse, ci sarebbero spazi per una sinergia: “I speak a lot to (Venice director) Alberto Barbera, who is himself worried, obviously. Since the beginning of the crisis, we have raised the possibility of doing something together if Cannes was canceled”.

Nel frattempo tuttavia sia la Quinzaine des réalisateurs, sia la Semaine de la critique, le due sezioni collaterali e indipendenti del Festival di Cannes hanno annunciato che l’edizione 2020 non si terrà. Entrambe hanno tuttavia lasciato aperto il medesimo spiraglio: “each section, in consultation with the Cannes Film Festival, is looking at the best way to keep on supporting the films submitted to its 2020 edition”.

Diversamente il Marché si svolgerà ugualmente, ma online, su una piattaforma dedicata tra il 22 e il 28 giugno.

 

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