Cannes 2019. La Palma d’Oro a Parasite!

La Palma d’oro del 72° Festival di Cannes è andata in Corea assegnata al capolavoro di Bong Joon Ho, Parasite.

A consegnarla la divina Deneuve. Un premio che ricompensa un film meraviglioso, scritto divinamente, pieno di ironia feroce su i nostri tempi, in cui sommersi e salvati sono sempre più distanti, nonostante condividano gli stessi spazi.

Dopo un paio di film americani sfortunati, Bong è ritornato in patria e ha ritrovato l’ispirazione migliore, quella di The Host, di Memories of Murder e di Madre.

Sul palco anche Song Kang ho l’attore feticcio e l’alter ego cinematografico di Bong.

E complimenti all’Academy Two, che ha acquistato i diritti per l’Italia di Parasite.

Nella conferenza stampa successiva alla premiazione, Inarritu ha chiarito che è stata una scelta unanime: “This film is such a unique experience, an unexpected film, I can explain it as an experience, we all shared the mystery of the unexpected way this film took us through different genres mixing and speaking in a funny, humorous, tender way of with no judgment of something so relevant and urgent and so global in such a local film with such a beautiful efficiency of media and understanding what is really film. I think we were all fascinated with the result and it kept growing and growing.”

Il Grand Prix du Jury ha premiato l’orrendo Atlantique di Mati Diop.  Non è bastata l’ovazione per Sly Stallone, che gli l’ha consegnato a mitigare la scelta incomprensibile della giuria.

Netflix ha peraltro appena annunciato di aver comprato i diritti mondiali del film, escluse Francia, Belgio, Svizzera e Cina.

Innovando, rispetto ai premi che sempre si assegnano, la giuria ha deciso di cominciare la serata assegnando una menzione speciale a Elia Suleiman, consegnata da Chiara Mastroianni.

Gael Garcia Bernal invece ha presentato il premio alla sceneggiatura a Celine Sciamma per Portrait of a Lady on Fire.

Reda Kateb invece ha premiato Emily Beecham per Little Joe, come miglior attrice.

Per la miglior regia, Viggo Mortensen ha consegnato un premio francamente pleonastico ai fratelli Dardenne per il debole Young Ahmed. Dopo due Palme, un Grand Prix e un premio per la sceneggiatura, francamente non serviva un nuovo riconoscimento, per sapere chi sono i due registi francesi.

E’stato invece Michael Moore, dopo un paio di battute antitrumpiane, a premiare i due vincitori ex aequo del premio della giuria, il francese Les Misérables e il brasiliano Bacurau.

Una radiosa Zhang Ziyi ha premiato Antonio Banderas per Dolor Y Gloria, come miglior attore del festival. Uno dei premi veramente e indiscutibilmente meritati di questo Palmares.

Anche questa volta Almodovar è uscito da un’edizione in cui entrava da favorito, con un premio per i suoi attori: la Palma continua a sfuggirgli.

Inarritu ha anche chiarito che, nelle sue scelte, la giuria ha privilegiato film che manifestassero un’urgenza narrativa esplicita: “For us, it was very interesting how all these things are urgent. There is an urgency about it. Art is a reflection of the world and the world is reflected in art. And I think one weighs ahead. Fiction is normally the reality projected into the future and I think art can sometimes see a vision. There are visionaries and frequenting those issues and expressing those worries and those frustrations or nightmares or those things in an art form which is the language of cinema. I think now Cinema has an urgency of social consciousness around the world. That is very interesting to me.”

Di seguito tutti i premiati e i link alle nostre recensioni:

Il palmarès di Cannes 72

Palma d’Oro: Parasite di Bong Joon Ho

Grand Prix: Atlantique di Mati Diop

Miglior regista: Jean Pierre e Luc Dardenne per Young Ahmed

Miglior attore: Antonio Banderas per Dolor Y Gloria

Migliore attrice: Emily Beecham per Little Joe

Migliore sceneggiatura: Celine Sciamma per Portrait of a Lady on Fire

Premio della Giuria Ex Aequo: Les Misérables di Ladj Ly e Bacurau di Kleber Mendoca Filho e Juliano Dornelles

Special mention: It Must Be Heaven di Elia Suleiman

Caméra d’Or: Nuestras Madres di De Cesar Diaz

Palma d’oro per il cortometraggio: La distance entre le ciel et nous di V. Kekatos

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