Cannes 2019. The Staggering Girl

The Staggering Girl *1/2

Guadagnino cavalca la cresta dell’onda e dopo una gita agli Oscar per Call Me By Your Name e il grande botto con Suspiria, debutta finalmente a Cannes con The Staggering Girl, mediometraggio presentato alla Quinzaine.

Francesca Moretti (Julianne Moore) e una donna senza nome (Kiki Layne) si muovono nelle strade di due città che intuiamo essere Roma e New York, fra flashback, simbolismi e introspezione.

Davvero nulla di che. A voler essere lusinghieri può ricordare le atmosfere di Mulholland Drive, con la differenza che al posto di Naomi Watts in cardigan stinto da attricetta di campagna ingenua e Laura Harring in banale abito da sera, abbiamo Julianne e Kiki in capi di haute couture – nelle parole di Luca, “il mondo del cinema incontra e si fonde con quello della moda”.

A essere del tutto onesti, invece, si potrebbe dire che è un lavoro attribuibile senza grande scandalo a un qualsiasi studente di cinema leggermente più dotato dei suoi compagni – salvo il cast di all star. Oltre a Kiki e Julianne c’è Kyle McLachlan che interpreta un numero indefinito di personaggi. All’improvviso sbuca dal nulla Alba Rohrwacher. Torna Mia Goth, comparsa anche in Suspiria.

Sono momenti difficili perché il cuore dice “ma è Guadagnino, amalo e perdonalo come fosse un figlio”, la testa invece si limita a registrare un picco di pretenziosità non da poco.

Come quella volta in cui Lynch, silenzioso da qualche tempo, aveva rilasciato un corto di due minuti in cui un bimbo coi capeli a caschetto vagava in triciclo fra i corridoi di un palazzo abbandonato. Il riflesso incondizionato lì per lì è di esclamare “SÌVABÈCOS’ÈSTAROBA”, ma tu, intellettuale, dentro di te sai che non puoi farlo perché il tuo status di persona colta ti impone di venerare tutto quello che Maestro David partorisce.

Tutto sommato questo minestrone di inquadrature storte, cambi di luce, sovrapposizioni di piani temporali e individui con un fenotipo superiore alla media vestiti in abiti alla moda avrebbe fatto una bella figura come extended cut di una pubblicità di profumi, invece è andata come è andata.

Visto che la realtà spesso è deludente, io chiudo gli occhi e ripenso a Sufjan Stevens intento a sussurrare parole dolci mentre Elio e Oliver realizzano a poco a poco di essere follemente innamorati, nell’attesa che Guadagnino torni a trattarci come si deve.

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