I fratelli Sisters

I fratelli Sisters ***1/2

Il nuovo film di Jaques Audiard, western ambientato tra Oregon e California nell’anno di grazia 1851, ma girato interamente in Spagna, nasce in realtà dall’amore di John C. Reilly per il romanzo scritto da Patrick De Witt, un’elegia dei pionieri e dei cercatori d’oro, con due fratelli killers sulle tracce di un chimico, che ha scoperto una sostanza capace di far brillare l’oro nell’acqua dei fiumi.

Dopo aver acquistato i diritti nel romanzo oltre sette anni fa, Reilly ha coinvolto Jacques Audiard e il suo sceneggiatore Thomas Bidegain, desiderosi di confrontarsi con un grande racconto sul mito, che ogni europeo coltiva, dell’epopea del selvaggio west, del sogno americano e dell’illusione che per tutti ci sia una seconda opportunità.

Audiard lavora da sempre sui temi dell’identità e sulla necessità di adattarsi ad un improvviso mutamento delle condizioni di un ambiente divenuto ostile. The Sisters Brothers è una nuova straordinaria esplorazione delle sue ossessioni primarie.

Il film comincia con una straordinaria sparatoria notturna. Vediamo solo il lampo delle pistole, che illumina il nero che avvolge i protagonisti, i fratelli Charlie ed Eli Sisters, due killer di professione, al soldo del potente Commodoro di Oregon City.

Fanno il lavoro sporco per lui, mentre la loro leggenda li precede. Il nuovo incarico li porterà a sud, verso la California, sulle tracce di un prospector, Hermann Kermit Warm, un chimico a cui il loro boss vuole rubare la formula segreta di una sostanza che forse cambierà il modo con cui i pionieri cercano le pepite d’oro.

Il Commodoro l’ha fatto seguire da un detective, John Morris che faciliterà il lavoro dei due fratelli, chiamati solo a torturarlo fino a fargli confessare la formula chimica.

Solo che Morris e Warm faranno amicizia e decideranno di diventare soci, per poter aprire assieme un falansterio, una piccola comunità ideale, retta da regole democratiche, a Dallas.

Ma cosa succederà quando i Sisters Brothers li raggiungeranno a San Francisco?

Il film di Audiard è un western, dai toni crepuscolari, pieno di ironia, con ben quattro personaggi principali, tutti apparentemente segnati dal ruolo che il destino ha scelto per loro, in realtà costretti a cambiarlo lungo il percorso.

Un percorso che costringerà ciascuno a mettere in discussione la propria identità ed il proprio ruolo, in un racconto che si nutre degli elementi simboli del genere rimettendoli continuamente in discussione.

Le due coppie di fuggitivi, diventano infine un quartetto, non prima di aver affrontato la feroce Mayfield e suoi scagnozzi abbigliati con cappelli alla Davy Crockett. Avventura picaresca, prim’ancora che western, il film di Audiard costruisce progressivamente il carattere dei suoi quattro protagonisti, con piccole notazioni, ricordi, confessioni, che ne fanno personaggi veri, che recitano sul palcoscenico della vita, fatto di miserie, fortune, abilità, errori.

Non tutti avranno la possibilità di tornare indietro, di fare il viaggio à rebours, ma anche coloro che ci riusciranno saranno cambiati per sempre, nel corpo e nello spirito.

Joaquin Phoenix, John C.Reilly, Jake Gyllenhaal e Riz Ahmed: difficile trovare un quartetto più ispirato e sincero, capace di rappresentare uno spettro così grande della commedia umana.

Sono personaggi orfani dei padri naturali e poi di quelli putativi: reciso però il legame familiare quello creato dall’opportunità non regge molto a lungo.

Audiard anche questa volta sembra toccato dalla grazia, regalandoci un finale di bellezza cristallina, un ritorno a casa, che suona contemporaneamente come una sconfitta, mentre gli ultimi bagliori del crepuscolo filtrano attraverso le finestre ed un letto troppo piccolo lascia i piedi a penzolare.

Meraviglioso.

Regia:
Jacques Audiard
Durata:
120’
Paesi:
Francia, Belgio, Romania, Spagna
Interpreti:
Joaquin Phoenix, John C. Reilly, Jake Gyllenhaal, Riz Ahmed

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