La favorita

La favorita ***

Il sesto film del regista greco Yorgos Lanthimos, che torna in concorso a Venezia sette anni dopo Alps, è un racconto in costume, ambientato alla corte della Regina Anna, nell’Inghilterra del primo Settecento.

Scritto da Deborah Davis e Tony McNamara, è un ritratto caustico e feroce, virato tutto al femminile.

La debole regina, malata di gotta, ha lasciato a gestire quasi ogni cosa alla sua favorita, Lady Sarah Marlborough, moglie del capo dell’esercito inglese, impegnato in una lunga e costosa guerra con la Francia.

L’opposizione dei Tory è contraria al raddoppio delle tasse sulla rendita fondiaria, che servirebbero per prolungare lo sforzo bellico, e anche la posizione di Lady Marlborough, eminenza grigia di tutte le decisioni politiche e militari, è messa in discussione.

A complicare ulteriormente le cose è l’arrivo a corte la giovane Abigail, cugina di Sarah. ridotta in povertà dalle azioni sciagurate del padre. Abigail accetta di fare la sguattera, finchè, curando con un erba le piaghe della regina sofferente, comincerà ad entrare nelle sue grazie, minacciando sempre di più il potere assoluto di Lady Marlborough.

Se Il sacrificio del cervo sacro era sembrato a molti una sorta di omaggio non dichiarato al Kubrick di Shining, con The Favourite Lanthimos guarda piuttosto a Barry Lyndon e l’ascesa e la caduta di Redmond Barry in qualche modo echeggia e si rispecchia in quelle di Abigail e Sarah, illuminate a luce di candela, come nell’algido capolavoro del 1975.

Siamo anche dalle parti di un torbido e definitivo Eva contro Eva, in cui le dinamiche di potere tra la prima donna di corte e la nuova arrivata, ambiziosa e calcolatrice, decisa a tutto, pur di riconquistare la dignità ed il ruolo sociale perduto, spingono le due cugine ad una guerra senza esclusione di colpi, tra frustate, avvelenamenti, vendette e inganni, che coinvolgono non solo la Regina Anna, ma anche i partiti politici e il destino del paese.

In un film interamente femminile, in cui gli uomini sembrano solo marionette nelle mani sapienti di queste donne di corte, il sesso rimane pur sempre un’arma di seduzione e di conquista: c’è ben poco amore però in The Favourite, ma quasi solo calcolo, interesse, opportunismo, spregiudicatezza.

L’unica donna che sembra voler davvero prestare ascolto ai sentimenti è proprio la Regina Anna, straordinaria regnante, divisa tra le lusinghe interessate delle due dame, il piacere del loro affetto e del loro amore, la ragion di stato, con i suoi obblighi, e il dolore della perdita, che ha accompagnato i suoi molti tentativi di dare alla luce un erede. La regina è il grande personaggio tragico, all’interno di una commedia amarissima e di affilata intelligenza: Anna è una sovrana devastata dalla malattia e consapevole di essere stata manovrata da tutti, per il loro tornaconto personale e per la loro sete di potere. Eppure accetta silenziosamente il suo ruolo, ne comprende i limiti e le fragilità, accetta di farsi destinataria di un sentimento falso, interessato, di cui non riesce a fare a meno.

Olivia Colman le dona una morbidezza regale e la accompagna con spirito indomito attraverso delusione e sofferenze. Formidabili anche Rachel Weisz e Emma Stone, nel ruolo delle due cortigiane, che combattono una guerra sanguinosa, a bassa intensità.

The Favourite è forse il film più accessibile di Lanthimos, ancor più di The Lobster: abbandonata la Grecia e il racconto crudele e surreale delle sue famiglie disfunzionali, Lanthimos sembra aver completato con questo suo sesto film il percorso verso un ruolo diverso. Non più solo il regista feroce e provocatore, sulfureo creatore – assieme al suo fidato sceneggiatore Efthymis Filippou – di grandi quadri metaforici della nostra tragica disumanità, ma l’esecutore prestigioso, la firma d’autore di grandi progetti internazionali, a cui donare il suo talento sempre più riconoscibile, accettando forse il rischio di farne maniera.

A cosa servono infatti quei grandandoli esasperati e quei carrelli continui, se non a firmare un racconto peraltro già impeccabile, scritto divinamente, interpretato anche meglio, ma lontano dal percorso originale del wunderkind greco?

Robbie Ryan il direttore della fotografia ha poi chiarito come sia stato lo stesso Lanthimos a chiedere di usare lenti estreme a 10mm, e talvolta anche a 6mm, dolly al posto delle streadycam e ring elicoidali, per trasmettere la sensazione straniante di trovarsi a vivere e camminare in queste stanze enormi e per lo più vuote, in questi lunghissimi corridoi, da percorrere in continuazione.

Sono probabilmente preoccupazioni minori, che interessano forse solo il vostro critico e che lasciano intatto il piacere di assistere a questo notevole e sontuoso The Favourite.

Da non perdere.

Regia:

Yorgos Lanthimos

Durata: 120’
Paesi:

Gran Bretagna, Irlanda, Usa

Interpreti: Olivia Colman, Emma Stone, Rachel Weisz, Nicholas Hoult, Joe Alwyn
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