Cannes 2016. La mort de Louis XIV

La mort de Louis XIV poster

La mort de Louis XIV ***

Fuori concorso

Il catalano Albert Serra, dopo il Pardo d’Oro di Locarno del 2013 con Historia de la meva mort, arriva alla selezione ufficiale di Cannes, fuori concorso, con il suo nuovo film, dedicato agli ultimi giorni del Re Sole, Luigi XIV, che guidò la Francia per oltre settant’anni.

A Serra però del regno e delle sue grandi conquiste non interessa nulla: sulla presa del potere di Luigi XIV Rossellini ci ha già detto tutto. Il suo sguardo allora si concentra sul dolore dell’uomo, sulle incertezze dei medici e l’accorrere dei ciarlatani, sulla preoccupazione della sua corte.

L’agonia del re, che morirà di cancrena a Versailles il primo settembre 1715, dura quasi un mese. Il suo medico di fiducia non si accorge, se non troppo tardi, delle macchie nere che appaiono sulla gamba del sovrano, che diventa sempre più debole, inappetente, si consuma in lunghe notti insonni e in un’immobilità via via più evidente: ‘tutto mi ripugna’.

L’illusione positivista settecentesca illuminata dal mito della ragione e dalla scienza si mostra in tutta la sua fallacia, in tutta la sua superbia. Non è un caso allora se il medico, alla fine si congedi, affermando, cinicamente, ‘faremo meglio la prossima volta’.

Serra, girando, dipinge quadri a camera fissa, accompagnando la sempre minore mobilità di Luigi XIV. Il suo è un film ieratico, che richiede infinita pazienza al suo spettatore, che assiste al doloroso avvicinamento alla morte di un uomo ormai anziano, allo stremo delle forze, continuamente spinto a mangiare, a bere, da una medicina ancora molto limitata ed empirica.

Il racconto dello spegnersi di quel potere luminoso, che aveva dominato un’intera epoca, diventa una ricognizione sul corpo del sovrano, sulla sua evidenza simbolica. Una ricognizione che simbolicamente, Serra decide di raccontare alla luce fioca delle candele.

Un capitolo a parte meriterebbe la bocca del sovrano, su cui Serra indugia a lungo e sulla sua memorabile parrucca. Segni di un potere che non avrà eguali e che si mostra anche nei particolari eccentrici della sua immagine pubblica.

Il film di Albert Serra, che per la prima volta coinvolge attori professionisti, è cinema d’autore come quasi non se ne fa più, di resistenza alla velocità dello sguardo, di riflessione sul mondo e la Storia. La mort de Louis XIV rifiuta ogni cliché drammatico, ogni crescendo psicologico e ogni retorica dell’ultima parola. Mostra invece l’agonia per quella che è, una serie di eventi continuamente ripetuti nel quotidiano, con la malattia che avanza lentamente, senza fretta, sul corpo sempre più inerme del re, e ne fiacca la volontà, lo spirito, ora dopo ora.

Sontuoso Jean Pierre Leaud, che ha la statura cinematografica e l’età anagrafica per interpretare il lento crepuscolo del Re Sole.

 

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