Cannes 2016. Mal di pietre – From The Land Of The Moon

Mal de pierres 1

Mal di pietre – From The Land Of The Moon **

Gabrielle comes from a small village in the South of France, at a time when her dream of true love is considered scandalous, and even a sign of insanity. Her parents marry her to José, an honest and loving Spanish farm worker who they think will make a respectable woman of her. Despite José’s devotion to her, Gabrielle vows that she will never love José and lives like a prisoner bound by the constraints of conventional post-World War II society until the day she is sent away to a cure in the Alps to heal her kidney stones. There she meets André Sauvage, a dashing injured veteran of the Indochinese War, who rekindles the passion buried inside her. She promises they will run away together, and André seems to share her desire. Will anyone dare rob her of her right to follow her dreams?

Tratto dal romanzo di Milena Agus, Mal de pierres / Male di pietre e’ un didascalico melo’, ambientato nel sud della Francia nel corso degli anni ’50 e poi quindici anni piu’ tardi.

Con un lungo flashback, Nicole Garcia racconta la storia di Gabrielle, esuberante e romantica ragazza di campagna, innamorata non corrisposta del professore del paese, promessa sposa dai suoi genitori, preoccupati delle sue stranezze sentimentali, ad un lavoratore spagnolo, in esilio dalla Guerra Civile, Jose’.

Privo di qualsiasi fascino o carisma, modesto, con baffi e coppola d’ordinanza, lo spagnolo e’ costretto a sopportare la distanza incolmabile che Gabrielle ha posto tra di loro: nessun contatto fisico, pochissime parole, ostilita’ evidente.

Le cose cambiano quando, a causa delle coliche renali, Gabrielle e’ costretta ad una lunga cura termale. Qui, lontana dal marito, conosce un tenente francese, reduce dalla Guerra d’Indocina, che soffre le pene dell’inferno a causa delle ferite di guerra.

Tra le due anime in pena scoppia inevitabilmente la passione. La fine delle cure li separa per sempre. Gabrielle gli scrive infinite lettere d’amore, senza mai ottenere risposta. Quindici anni dopo, a Lione per un concorso di piano a cui il figlio e’ stato iscritto dal suo maestro, Gabrielle riconosce l’indirizzo a cui aveva inviato tutte quelle parole appassionate.

Abbandona cosi’ marito e figlio, per inseguire un sogno lontano…

La Garcia non inventa nulla, percorre strade note e si affida alla bravura della Cotillard, al suo sguardo liquido, alla sua bocca corrucciata, alla sua naturale malinconia, cucendogli addosso un personaggio di donna infelice e sognatrice fino ai limite della follia.

La dedizione della sua interprete sostiene un film solido, perfetto per i pomeriggi al cinema della buona borghesia femminile, pronta a tirar fuori i fazzoletti, per lo spirito indomito di Gabrielle.

Il risultato complessivo non sfigura in un concorso di Cannes finora piuttosto debole, ma non si puo’ certo dire che sia questo il cinema nuovo che aspettiamo di scoprire sulla Croisette.

Mal de Pierres 2

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