Cinema con vista: Joy

Joy 1

Cenerentola moderna che supera la fiaba con la realtà, rendendo omaggio al sogno americano e al mondo delle soap. Joy vive con una famiglia disastrata. È divorziata da due anni, ma il marito dorme ancora nello scantinato. Il padre entra e esce a seconda della fidanzata di turno, aiutato dalla malvagia sorellastra che tutto vuole tranne il bene della protagonista. La madre è malata di televisione e pensa che il mondo reale sia una telenovela, quasi dimenticandosi dell’esistenza di due nipoti e di una nonna. Joy è schiacciata in una spirale di egoismo e superficialità, ma la ragazza ha talento. Pulisce, stira, aggiusta e inventa, fin da quando era piccola. Ma un giorno arriva la grande idea: un mocio rivoluzionario che cambierà per sempre i canoni del settore. L’invenzione della vita non è però così facile da brevettare.

Film di grandi eventi e di minime sensazioni. David O. Russell rivisita il mito del self made man, mettendolo al passo coi tempi e dandogli una chiave pop. Eppure aveva abituato la platea a ben altre emozioni. Impossibile dimenticarsi della maxi truffa di American Hustle, con un cast in stato di grazia e una sceneggiatura che da sola vale il prezzo del biglietto. Per non parlare di The Fighter, definito da alcuni il Rocky moderno, o de Il Lato Positivo, commedia leggera carica di contenuti e ingegno.

Questa volta si appoggia a una grande “eroina” realmente esistita, una donna baluardo della voglia di redenzione che ha saputo ribellarsi alla pressione del mondo. Cenerentola lavava i piatti, i pavimenti e le tende, fino all’arrivo quasi fortuito del tanto acclamato principe azzurro. Per Joy è diverso. Non c’è nessuna fatina pronta ad aiutarla e neanche un principe che l’aspetta al fondo delle scale. Solo il suo ingegno può salvarla, nella giungla urbana che noi chiamiamo mondo.

Diventa la beniamina del pubblico e la gioia degli oppressi, ma il regista non le rende onore. Perde l’essenzialità del suo cinema per addentrarsi nei meandri della televisione, con l’impronta delle soap che tanto vorrebbe canzonare, ma in cui finisce per perdersi. Mette in scena le televendite e gli sceneggiati in stile Beautiful, dimenticandosi che dall’ironia grottesca bisogna alla fine discostarsi. Rimane imbrigliato nella sua stessa creatura, che prende il controllo della telecamera quando servirebbe del buon cinema.

Si salva Jennifer Lawrence, che nella notte più buia lancia un potente fascio di luce. L’attrice americana rende onore alla Joy Mangano reale, ispirando ancora una volta leggerezza e tenacia. L’intero film si regge sulle sue spalle e lei non fallisce. Fornisce un’interpretazione intensa e temperata, che non crolla nell’eccessivo e nel perbenismo di facciata. La lotta per le pari opportunità segna un punto a suo favore, con un personaggio iconico nei modi e nello stile.

Giubbotto di pelle, occhiali scuri e capelli sbarazzini: questo è il nuovo look della donna sicura di se stessa, che sa rispondere alla vita per le rime. Bradley Cooper cerca di fare da spalla, ma si relega a semplice comparsa, mentre De Niro è solo l’ombra di un passato glorioso.

Joy è il classico film di belle speranze, che potrebbe stupire con la potenza della storia, ma crolla sotto i colpi dell’eccessiva intraprendenza. Peccato per la vera Mangano, che ritrova giustizia nell’onnipresente Jennifer Lawrence e nel tocco fiabesco. La nonna si improvvisa narratrice, mentre la platea si chiede se la zucca si trasformerà in una splendida carrozza.

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.