Venezia 2015. Man Down

Man Down

Man Down *

Il nuovo film di Dito Montiel (Guida per riconoscere i tuoi santi, Boulevard) è un racconto di guerra, ambientato in un futuro apocalittico, in cui il protagonista, un soldato che ha combattuto in Afghanistan, accompagnato dal suo più caro amico, cerca le tracce che possano ricongiungerlo alla moglie ed al figlio.

Costruito tutto attraverso una serie di flashback che ricostruiscono il passato familiare del soldato, le sue missioni in guerra e una lunga seduta con uno psicologo militare, il film vorrebbe svelare solo nel finale la sua vera natura, attraverso un ribaltamento nel punto di vista che suona però assai prevedibile fin dalle prime scene.

Montiel ci mette del suo, con musica fracassona e fastidiosa, effetti speciali dozzinali, fotografia lattiginosa ed un montaggio che affastella soprattutto nell’ultima parte una serie di effettacci non richiesti e non necessari.

Man Down è un film fatto di sentimentalismo a buon mercato, psicologismo d’accatto e pessima direzione degli attori. La distanza che lo separa da A War, l’altro film di guerra di Orizzonti è abissale.

Un disastro.

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