Cannes 2014. Forza maggiore

Forza Maggiore

Forza maggiore – Turist ***

Una famiglia borghese in settimana bianca: marito e moglie, giovani e belli, due bambini ancora piccoli.

Il secondo giorno, seduti al ristorante della baita, una valanga sembra avvicinarsi sempre di piu’, fino a minacciare di travolgere tutti.

La catastrofe e’ dietro l’angolo, ma non accade, la valanga era controllata. Eppure di fronte ad un evento cosi’ sconvolgente i due protagonisti reagiscono in maniera molto differente: sembra nulla, ma sconvolgerà la loro settimana e la loro esistenza.

Il racconto di quello che è successo viene reiterato due volte. Prima con una coppia di sciatori, conosciuti in albergo, poi davanti a due amici, in una serata, che finisce per far deflagrare il pur fragile equilibrio auto-impostosi dai coniugi.

Ma Ostlund non cerca il dramma, pur mettendo il dito in una ferita aperta. Forza maggiore ha il tono di una commedia ed è persino esplicitamente comico, in molte occasioni.

Questo perchè i personaggi, messi di fronte ad un interrogativo che non prevede risposte giuste, finiscono per agire nel modo più imprevedibile.

E allora anche la coppia di amici viene sconvolta dai dubbi: può una famiglia, un organismo esplicitamente plurale, sopravvivere ad una così chiara manifestazione di individualismo? E come reagirebbe ciascuno di fronte ad un percolo imminente per la propria vita?

Siamo sicuri che l’istinto di sopravvivenza non sia comunque la scelta migliore? Cosa resta della famiglia borghese e delle sue ipocrisie, di fronte alla paura?

Il protagonista pian piano si rende conto che il suo comportamento ha minato la fiducia di tutta la sua famiglia.

Occorre qualcosa che consenta di ricostruire la fiducia perduta nella sua guida e che perpetui la menzogna della famiglia unita e solidale di fronte a tutto.

Gli uomini nei film di Ostlund sono quasi sempre fragili e indecisi sulla propria identità sessuale e sul proprio ruolo sociale. Il paradosso questa volta coglie appieno queste incertezze, le amplifica, le esplicita: l’attacco è frontale.

Il film si fa così apologo familiare e generazionale, senza mai fare la voce grossa, grazie ad un tono leggero e surreale.

Forza maggiore ha l’unico limite di essere forse un po’ troppo lungo, ma e’ originalissimo, curioso, divertito e benissimo diretto da Ostlund, che indovina molti momenti e tutti i caratteristi, che fungono da coro ai due protagonisti.

Il finale, con i turisti ribelli, in marcia verso la valle e’ un colpo di coda bunuelliano, che lascia il segno.

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