Mereghetti su Prometheus

La recensione settimanale di Paolo Mereghetti è dedicata al nuovo film di Ridley Scott, Prometheus, che guadagna solo due stellette.

Secondo il critico del Corriere: “ […] le ambizioni e le speranze si sono fermate a metà, in un film che ha grandi momenti visivi (e ci mancherebbe anche, con Ridley Scott alla regia) ma anche grandi dislivelli tra le ambiziose domande che pone e le fragili risposte che offre. Così come appaiono schematici e superficiali i vari livelli di lettura della storia, molto lontani – ahinoi – dalle inquietanti profondità dell’Alien versione 1979 e di Blade Runner.

[…] Mentre il film, sceneggiato da Jon Spaihts e Damon Lindelof, prosegue nel suo gioco a nascondino con i pericoli che si nascondono su LV-223, prende forma la sottotrama filosofica, quella che dovrebbe porre le domande fondanti sulla nostra origine (così almeno pensa Elizabeth) e che metterebbe a confronto la tesi creazionista con quella evoluzionista: siamo nati dal caos primigenio della Natura o ci hanno creato gli «ingegneri»? È la parte più debole e appiccicaticcia del film, anche se quella che probabilmente stava più a cuore ai responsabili del progetto perché avrebbe permesso di marcare la differenza dall’Alien originale. Lo scopo è stato ottenuto, la differenza si nota, ma non nella forma sperata, perché va tutta a detrimento di Prometheus. Le domande e le citazioni sono troppo sottolineate per non creare un bel po’ di disagio nello spettatore. Quando il vecchio Weyland si siede sul letto di una stanza che sembra la brutta copia di quella finale di 2001 , ti chiedi perché Ridley Scott abbia commesso uno scivolone così imperdonabile. Quando l’androide finisce per replicare la rivolta contro il «padre» del Roy di Blade Runner , il paragone è così squilibrato da far sorridere.

[…] Il primo [Alien ndr], quello del 1979, scardinava la fantascienza ottimista di Spielberg e Lucas per scavare dentro alle paure più profonde e inconsce; il secondo finisce per riproporre una serie di temi che altri avevano affrontato meglio e con più sottigliezza. Soprattutto senza cercare di mascherare i vuoti di sceneggiatura e di invenzione con una spruzzatina di dozzinali formulette pseudo-filosofiche.”

 

Un pensiero riguardo “Mereghetti su Prometheus”

  1. Concordo pienamente e aggiungo: perché si deve obbligare lo spettatore a guardare un film in 3D quando non c’è nulla che giustifichi tale aggiunta tecnologica?
    Alien viaggiava parallelamente a Ripley: la crescita, la maternità, la trasformazione genetica, il bene e il male a confronto, due individui paralleli, un Giano bifronte, giusto per scomodare un altro personaggio mitologico, uno yin e uno yang che si mescolano ma non si estinguono.
    Vabbè, è venuto sicuramente meglio di Alien contro Predator però magra consolazione… Attendo il seguito perché sicuramente ci sarà, una sorta di Guerre Stellari la seconda trilogia, lo si capisce fin da subito che non finisce con oggi.

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