Venezia 2012. Acciaio

Acciaio **1/2

Giornate degli autori

Tratto dal romanzo di Silvia Avallone, Acciaio racconta la vita di due quindicenni di Piombino, all’ombra della grande acciaieria Lucchini, tra amicizia, speranze, delusioni d’amore e famiglie devastate.

Anna e Francesca sono due anime gemelle, che vivono la loro ultima estate prima di iscriversi alle superiori, come in simbiosi. I primi flirt con i coetanei, un capanno sulla spiaggia come rifugio, il sogno di evadere dalla tristezza di via Stalingrado, i turisti che passano per andare all’Elba.

Il fratello di Anna, Alessio è operario alla Lucchini. Il padre è stato licenziato ed è sparito dalla circolazione.

Francesca invece ha un padre padrone che forse la violenta.

Mentre Anna si innamora di un amico del fratello, Mattia, Francesca invece non sembra interessata al mondo degli uomini e vive come un tradimento i flirt di Anna.

Nel frattempo ritorna a Piombino anche Elena, la prima fidanzata di Alessio che ha studiato, ha fatto carriera ed ora è la direttrice del personale dell’acciaieria.

L’inizio dell’anno scolastico segnerà un nuovo allontanamento tra Anna e Francesca, che frequentano istituti diversi. La relazione di Anna si rivelerà assai poco soddisfacente, mentre Francesca finirà per ballare in un locale per solo uomini, da cui neppure Alessio riuscirà a strapparla.

Il film di Mordini, elimina ogni connotazione politica alla vicenda, sfuma le asprezze dei protagonisti e rende meno evidenti anche le violenze subite e perpetrate.

Rimane la durezza del contesto sociale ed economico, l’ineluttabilità della vita della fabbrica, il destino di morte che lega le due famiglie.

Alla fine sarà l’amicizia tra le due ragazze a resistere agli eventi di un anno terribile.

Il film di Mordini rende più vago il contesto storico e politico in cui la Avallone ha costruito la sua storia, forse con l’idea di renderlo universale e più comprensibile, ma certamente depotenziandolo delle coordinate più forti.

Resta un ritratto senza sconti di una classe operaia, senza più coordinate morali e politiche.

Bravissime le due interpreti, Anna Bellezza e Matilde Giannini.

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