Cannes 2012. Room 237

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Room 237 **

Quinzaine des realisateurs

Arrivato a Cannes direttamente dal Sundance, il documentario di Rodney Ascher si occupa piu’ che dell’ossessione di Shining, di un gruppo di ossessionati interpreti, che nelle immagini e nei fotogrammi della pellicola hanno trovato la conferma delle loro piu’ ardite teorie interpretative.

Il film di Stanley Kubrick e’ vivisezionato da questo gruppo di fans, alla ricerca di errori ed allusioni le piu’ fantasiose. Come in molti suoi film, ci sono diversi errori di continuita’, dovuti alle lunghissime riprese ed ai ciak continuamente ripetuti.

Le scenografie, gli arredamenti, gli oggetti presenti in scena finiscono per essere usati per valorizzare ipotesi del tutto fantasiose.

Nel film si sentono solo le voci di tali sedicenti interpreti, mentre le immagini sono riprese dai film di Kubrick e da altri film del passato, nonche’ ovviamente dallo stesso Shining, per creare un contrappunto spesso ironico al delirio di alcune letture.

Si addebita al regista newyorkese la volonta’ di chiedere scusa agli indiani d’america, perche’ compaiono nella dispensa alcune lattine di una salsa Calumet e la foto di alcuni indiani fa capolino in uno dei corridoi dell’Overlook Hotel.

Altri prendono in considerazione la possibilita’ che Kubrick abbia voluto scusarsi e rivelare il suo coinvolgimento nella falsificazione dello sbarco sulla luna.

C’e’ qualcuno che si accorge che sulla porta della camera di Danny compare e scompare uno dei sette nani o chi ragiona sulla geometria impossibile della steadycam del triciclo di Danny.

Qualcuno ha proiettato il film, contemporaneamente anche al contrario, sovrapponendo i fotogrammi e trovando curiose analogie e sovrapposizioni.

Altri hanno tratto delle conclusioni “evidenti” di un legame con Minosse ed il Minotauro, a partire dal labirinto.

Infine si sono valutati i personaggi dell’assistente di Ullman, figura quanto mai ancillare nel racconto e si e’ scoperto che Jack Nicholson, seduto nella hall dell’albergo legge una rivista per soli uomini, certamente inappropriata in quel contesto.

La ricerca degli indizi e delle letture piu’ strampalate e’ ovviamente confermata dallo status di culto dei film del nostro e dalla sua scarsa disponibilita’ a chiarire o anche solo a rilasciare interviste. I suoi film sono ovviamente costruiti su molti livelli e consentono le teorie piu’ improbabili.

Il film e’ curioso, divertito, folle e paranoico, come solo gli americani sanno essere e dimostra anche che un film puo’ davvero sconvolgere la vita, fino a perdervisi completamente al suo interno.

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