Warrior

Warrior **1/2

Accolto dai critici italiani, forse esausti della inutile kermesse romana, come un mezzo capolavoro, Warrior è un onesto melodramma sportivo, vecchia scuola, piuttosto riuscito, ma non particolarmente originale.

Unendo nel personaggio di Tommy Conlon, veterano della Guerra in Iraq e campione di arti marziali,  i tratti sia di Rocky che di Rambo, grazie ad un ottimo Tom Hardy,  che parla poco, ma impressiona per la mole di un fisico spoporzionato, Gavin O’Connor riaggiorna il mito dell’eroe solitario e taciturno, in lotta con il mondo intero e con i suoi demoni interiori, che solo sul ring riesce a realizzarsi e ritrovarsi.

Ma il guerriero del titolo forse non è Tommy. O’Connor raddoppia e quindi triplica coraggiosamente i suoi protagonisti.

Prima regalando l’incipit ad un dolente Nick Nolte, nel ruolo del padre di Tommy, vecchio ubriacone redento ed allenatore orgoglioso, di un figlio che da adolescente ha abbandonato la sua casa assieme alla madre, stanca di subire le sue botte ed i suoi oltraggi.

Quindi raccontando in parallelo la storia di Brendon, il fratello di Tommy la figura più originale del film.

Anche lui un ex lottatore di medio livello è ora uno stimato professore di fisica in un liceo di Philadelphia. E’ sposato ed ha due figlie. Ma nessuno è davvero al riparo dalle incertezze di una crisi economica che è forse innanzitutto morale: le spese mediche per un intervento al cuore della piccola figlia e le rate del mutuo, diventato improvvisamente più oneroso del valore stesso della sua proprietà ipotecata, lo trascineranno nuovamente sul ring.

Prima in serate clandestine ed improvvisate, che ne determineranno la sospesione dall’insegnamento. E quindi nella palestra di un vecchio amico, che sta allenando un giovane pupillo, per combattere a Sparta, un torneo di Mixal Martial Arts, ad Atlantic City.

Chi vince avrà a disposizione il montepremi di 5 milioni di dollari.

Inutile dire che entrambi i fratelli finiranno per riuscire ad entrare nei 16 partecipanti del torneo.

Gavin O’Connor si prende tutto il tempo necessario, per raccontare il passato ed il presente dei tre suoi protagonisti. Regala, soprattutto a Brendan ed al patriarca dei Conlon una profondità e delle buone ragioni che rendano plausibile lo showdown della seconda parte.

Su un canovaccio già battuto molte altre volte in passato, sino al più riuscito The Fighter, l’underdog finisce per superare ogni ostacolo, con la forza della volontà e del sacrificio.

Ma, mentre nei film del passato si finiva inevitabilmente per parteggiare per il protagonista, qui ce ne sono almeno due, che combattono nella gabbia, e l’incertezza rende ancora più avvincente il percorso dei due fratelli.

La retorica si spreca a fiumi, tra marines, azioni eroiche in guerra, commilitoni morti per il fuoco amico, famiglie che lottano per sopravvivere, madri malate di cancro e padri che hanno troppe cose da farsi perdonare.

O’Connor gioca consapevolmente con i clichè del genere, cita espressamente le sue fonti e non ha paura di seguire i suoi corpi sul ring, inchiodando lo spettatore nella gabbia con i lottatori per tutto il secondo tempo, senza risparmiare ferocia e verità agonistica.

Grandioso e tragico Nick Nolte, nel ruolo del padre e sorprendente Joel Edgerton in quelli di Brendon, il professore che lotta per la sua famiglia, contro ogni evidenza. Brendon ha subìto sia il senso d’inferiorità rispetto al fratello adorato dal padre allenatore, sia il disprezzo di Tommy per essere rimasto con il padre per tutti questi anni, tradendo, ai suoi occhi, sia lui che la madre.

Il viaggio di Brendan è un viaggio per la sopravvivenza della propria famiglia, ma anche di riconciliazione con un passato oscuro e pieno di dolore.

Tom Hardy impressiona più dal punto di vista fisico che recitativo. La sua è la parte più difficile, così avara di parole e di motivazioni e tutta affidata ad una fisicità prorompente.

Certo non siamo di fronte all’esplosività dialettica di Bronson, ma è forse una buona introduzione al minaccioso Bane che Hardy interpreterà per Nolan nel prossimo The Dark Knight Rises.

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