Pablo Larrain e Gael Garcia Bernal in NO

Si chiamaerà semplicemente No il prossimo film di Pablo Larrain, il regista di Tony Manero e Post Mortem.

E parlerà ancora una volta di una delle pagine chiave della storia del proprio paese. Dall’11 settembre 1973 al Referendum del 1988, indetto dal dittatore Pinochet, illuso che 15 anni di tirannia avessero piegato ogni opposizione.

Il film è tratto da una piece di Antonio Skarmeta, autore de Il Postino di Neruda.

Skarmeta, presentando a Roma il suo lavoro a giugno aveva detto: Ho pensato subito al referendum più folle della storia dell’umanità ovvero a quando Pinochet decise di acquistare un volto democratico, dopo quindici anni di atroce repressione, chiedendo alla gente se volesse riconfermarlo per altri quattro anni. La televisione cilena che era stata colonizzata e monopolizzata completamente da lui fino a quel momento poteva mandare in onda per quindici minuti al giorno la campagna dei suoi oppositori. Aveva talmente lavato il cervello alla gente da ritenere impossibile che si votasse contro di lui». È una storia vera?  «Assolutamente sì. Per esigenze drammaturgiche ho soltanto concentrato i quindici minuti articolati in tre settimane in un’unica giornata. L’episodio geniale consiste nel fatto che per associare il “no” del referendum all’idea di libertà, un curioso omino spettinato suggerì di cantare sulle note del “Danubio blu” ripetendo la parola “no”. Fu il valzer del no, un successo grandioso che restituì alle persone la voglia di votare per risollevarsi l’animo e sperare nel cambiamento. Una vittoria!». Perché ha scelto proprio questa vicenda?  «Ritengo che quest’anno ci siano stati ampi movimenti civili che auspicano mutamenti pacifici. La società dormiente e passiva, quando ha l’occasione di dire la propria opinione, può finalmente parlare ed esprimersi. Credo che questo testo sia in sintonia con lo spirito attualmente presente nel mondo». Come e quando si decide di mutare un assetto sociale? «Troppo spesso si pensa che il potere della fantasia non sia sufficiente a trasformare la realtà. Invece quando i poeti e gli artisti captano il sentimento della gente e si uniscono alle persone comuni si può riuscire a costruire una società migliore.

Il film è prodotto dalla società di Bernal e Diego Luna assieme al fratello di Larrain.

L’attore messicano interpreta un pubblicitario che cambierà il corso della storia, grazie ad una campagna tutta in positivo. Un’epica lotta tra Davide e Golia, con toni da commedia, sinora estranei al talentuoso Larrain.

Per le riprese di No, che cominceranno il 3 novembre, sarà utilizzata la combinazione di vari formati, dal 3/4 U-matic al moderno HD, con l’obiettivo di suggerire allo spettatore la sensazione di guardare un film girato negli anni ’80, un po’ come è avvenuto con gli incontri di The Fighter.

Lo aspettiamo con trapidazione.

 

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