Micaela Ramazzotti

La prima cosa bella è il nostro candidato agli Oscar

Micaela Ramazzotti

Anche quest’anno l’esito dei David di Donatello è stato rivoltato per favorire un film che gli americani possano vedere con occhio più favorevole. Un film che racconta il nostro paese, presente e passato, con il tocco della migliore commedia all’italiana.

Giorgio Diritti ed il suo L’uomo che verrà ha lasciato il passo al pregevole La prima cosa bella di Paolo Virzì: certo uno dei film più riusciti del regista livornese con una bravissima Michaela Ramazzotti.

E’ stato trascurato anche l’inconsueto Io sono l’amore, che poteva vantare un’uscita americana piuttosto felice, 5 milioni di dollari incassati, la copertina di Sight and Sound e la pubblicità garantita da Tilda Swinton già vincitrice tre anni fa.

La scelta di Virzì è comunque decorosa e premia una colonna del nostro nuovo cinema.

Ora non ci resta che fare il migliore in bocca al lupo al suo film.

Ed ora un panoramica sui film scelti dagli altri paesi: l’Algeria ha scelto Hors la loi di Rachid Bouchareb, accolto con dissesi all’ultimo festival di Cannes; l’Austria ha scelto la coproduzione italiana La pivellina, presentato anch’esso a Cannes con un buon riscontro; la Bosnia ha scelto il nuovo film di Denis Tanovic Cirkus Columbia, già a Venezia in una sezione collaterale, passato senza lasciare segno; Incendies di Dennis Villeneuve, anche questo alla Mostra, alle Giornate degli Autori, rappresenterà il Canada, mentre la Danimarca si affida al nuovo melodramma di Susanne Bier, In a better world, mentre la Francia ha scelto il bellissimo Des hommes et des dieux, grand prix sulla Croisette.

La Grecia ha indicato il surreale e crudele Kynodontas – Dogtooth, di Yorgos Lanthimos, premio Un certain regard a Cannes 2009, mentre il Messico ha premiato Biutiful di Inarritu, con Javier Bardem; la Romania, mai nominata all’Oscar, propone l’Orso d’Argento Se vuoi fischiare, fischia di Florin Serban; la Thailandia risponde con la Palma d’Oro di Lo Zio Boonme che si ricorda delle sue vite precedenti e la Spagna con Tambien la Lluvia – Even the Rain di Iciar Bollain, con Gabriel Garcia Bernal e Luis Tosar .

Infine il Sudafrica ha nominato il dramma sull’aids, presentato a Cannes, Life above all di Olivier Schmitz e la Turchia chiude con l’Orso d’Oro, Bal di Semih Kaplanoglu.

Mancano ancora alcuni paesi (Cile, Argentina…) mentre dall’estremo oriente – Cina, HK, Taiwan, Corea – sembra non essere arrivato nulla di particolarmente significativo quest’anno.

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