Scream

Scream *1/2

Torna per la quinta volta e senza più il suo autore Wes Craven, il franchise per definizione del new horror degli anni ’90.

Scream era nato dalla fantasia di Kevin Williamson nel 1996, esasperando gli aspetti postmoderni e metacinematografici del genere slasher, attraverso un gioco continuo tra pubblico e schermo, capace contemporaneamente di mettere alla berlina le convenzioni di genere e di mostrarne ugualmente l’efficacia.

Quel continuo rispecchiamento tra cinema, realtà e rappresentazione si faceva ancor più complesso nei sequel, che introducevano all’interno della serie un nuovo livello di riflessione, ovvero il film Stab, creato all’interno dell’universo di Scream, per raccontare nella finzione gli eventi accaduti a Woodsboro.

Dopo il terzo capitolo, Craven si era preso uno iato di undici anni prima del quarto, che cercava di aggiornare il discorso alle nuove tecnologie e ai social media, con il motto “New decade, new rules“. Altri undici anni sono trascorsi prima di questo nuovo aggiornamento, scritto da Guy Busick con quello che è diventato una sorta di specialista in rigenerazione di franchise, James Vanderbilt.

Alla sua penna dobbiamo infatti The Amazing Spider-Man, il nuovo Atto di forza, il nuovo Robocop e Independence Day – Rigenerazione

Emancipatosi così dalla numerazione dei seguiti, questo Scream è difatti uno dei prodotti del nuovo secolo perfettamente a metà strada tra reboot, remake e sequel, una formula magica capace in via teorica di accontentare i fan storici, assecondare il desiderio di conservazione degli executives e introdurre qualche elemento nuovo in una struttura consolidata.

Il risultato quasi sempre è un ibrido insapore e incolore, che finisce invece per scontentare tutti.

Siamo di nuovo a Woodsboro, nel 2021. Abbiamo ancora una scream queen a casa da sola, Tara Carpenter, che risponde al telefono e accetta di partecipare ad un gioco che mette a dura prova le sue conoscenze cinematografiche e che si conclude con una sconfitta e con l’apparizione di ghostface, il killer con la maschera bianca ispirata all’urlo di Munch che uccide con affilatissime armi bianche.

Solo che Tara sopravvive alle coltellate e mentre è in ospdale, riceve la visita della sorella più grande che custodisce un segreto che la lega agli eventi del primo film e che finirà per coinvolgere anche i personaggi storici superstiti: lo sceriffo ora in pensione Linus Riley, la sua ex moglie, la giornalista Gale Weathers e Sidney Prescott, l’obiettivo mancato dal ghostface originale venticinque anni prima.

Nella cerchia degli amici di Tara c’è ovviamente una nuova nerd che sa tutto della saga di Stab e delle regole d’ingaggio, che nel frattempo sono state aggiornate: non fidarti mai del tuo fidanzato; l’assassino è legato a qualcosa del passato; la prima vittima ha sempre una cerchia di amici di cui l’assassino fa parte.

In più questa volta la serie di Stab, arrivata stancamente all’ottavo episodio, diventa il movente principale del killer, deciso a rettificare nella realtà un film che ha tradito le attese dei fans.

Il lavoro di Bettinelli-Olpin e Gillett, che hanno avuto l’incarico dopo il divertente horror Finchè morte non ci separi (Ready or Not), si avvita nella stessa dimensione originaria, cercando di adattarla al contesto cinematografico del nuovo secolo, tenendo assieme, come recita la formula, presente e passato, senza cambiare troppo dell’originale.

Il risultato è da un lato decisamente onanistico, chiuso nell’universo narrativo della serie, da cui non sembra mai volere o poter anche solo deviare e dall’altro decisamente mortifero, come se stessimo assistendo ad una autopsia del cadavere di Scream, alla ricerca dei motivi di una morte avvenuta evidentemente per cause naturali.

I tre attori storici compaiono per onor di firma in ruoli di pura exploitation: tre apparizioni svogliate e di maniera per compiacere i fans. I nuovi faticano ad emergere, costretti in clichè che già Craven e Williamson avevano preso in giro del 1996.

Il lavoro di riflessione metacinematografica è superficiale e pretestuoso, ossequioso della natura dei nuovi franchise, costruiti sulla pornografia immutabile della nostalgia, che vuole ogni sequel uguale all’originale, senza alcuna vera deviazione dal canone.

Del nuovo Scream resta soprattutto la battuta iniziale su The Babadook, l’horror tutto al femminile della Kent che è il preferito di Tara e che si muove su una dimensione completamente diversa rispetto all’universo di riferimento di Scream e di Craven. Eppure i due registi non hanno il coraggio di riscrivere completamente la saga al femminile di Scream, secondo quella sensibilità nuova di cui la Kent, come del resto anche i citati Eggers, Aster e Peele sono espressioni tra le più significative. Si limitano invece ad evocarla ironicamente, lasciando poi che tutto scorra esattamente come se ci trovassimo in un eterno 1996, tradendo così anche l’idea iniziale di Craven, che allora aveva creato Scream proprio come uno spazio inedito di ripensamento del genere, tra ironia e consapevolezza.

Uno spazio che raccontava perfettamente anche quegli anni ’90 privi di riferimenti originali e tutti ripiegati sul passato, anche nella dimensione horror: non a caso i riferimenti di Craven erano i suoi esordi seventies di L’ultima casa a sinistra e Le colline hanno gli occhi oltre che i classici Halloween e Non aprite quella porta, con il loro portato disturbante e metafisico.

Il nuovo Scream invece si limita a ribadire una formula consunta, assecondando, come vorrebbe il villain, il conservatorismo di un pubblico che sembra chiedere sempre la stessa ricetta, cha appaga il palato al primo morso, ma che stufa già al secondo e non lascia alcun vero ricordo.

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.