I Know This Much Is True

I Know This Much Is True ***

All’origine del nuovo lavoro di Derek Cianfrance c’è il romanzo di Wally Lamb del 1999, La notte e il giorno – pubblicato da Longanesi e poi da Tea, anche nel nostro paese – che racconta, in forma di grande odissea familiare, la storia di due gemelli, Thomas e Dominick Birdsey.

Thomas è schizofrenico e ha trascorso tutta la vita entrando e uscendo dagli istituti psichiatrici. Dominick, invece, ha fatto l’insegnate, prima di dimettersi e dedicarsi ad imbiancare le case. Ha avuto un’esistenza apparentemente ordinaria: è un ragazzone della working class, un all american boy, timido e occhialuto.

Entrambi sono molti legati alla madre, Concettina Ipolita Tempesta Birdsey, che li ha cresciuti e si è presa cura di loro, fino alla sua morte di cancro. Il padre non l’hanno mai conosciuto e il patrigno è stato per loro una figura problematica e distruttiva.

Nell’autunno del 1990, tre anni dopo la morte della madre, al culmine della sua paranoia complottista e con l’idea di evitare l’escalation che porterà alla Prima Guerra del Golfo, Thomas entra nella biblioteca di Three Rivers nel Connecticut e, pregando il Signore, compie un sacrificio, che cambierà radicalmente la sua vita, ma spingerà anche Dominick a ripensare alla propria, a partire da un misterioso manoscritto in italiano del padre di Concettina, Domenico Onofrio Tempesta, che aveva dato incarico di tradurre.

Dominick ha una ex moglie di cui è ancora innamorato, una terribile tragedia personale, che ancora pesa sulle sue relazioni sentimentali e non riesce più a nascondere il disagio, che prova fin dall’infanzia.

Quando Thomas, dopo il gesto autolesionista, viene internato in un istituto, per valutare la sua pericolosità sociale, Dominick cerca di fare l’impossibile per evitare che lo imbottiscano di psicofarmaci, che attenuando i suoi deliri, ne annullano al contempo volontà, desideri e libertà. Finisce così per confidarsi con la psicologa, che ha in cura il fratello, la Dott.ssa Patel.

L’analisi diventa duplice e attraverso le parole di Dominick ricostruiamo à rebours gli anni della loro infanzia e poi quelli dell’università, segnati per l’uno dall’incontro con Dessa, la donna della vita, per l’altro dall’emergere dei problemi psichiatrici e dall’incubo della chiamata per il Vietnam.

Forse anche attraverso il manoscritto del nonno, Dominick cercherà di capire perché la sua famiglia lo abbia condizionato sempre, in modo così negativo.

L’interesse di Cianfrance per il romanzo di Lamb e la sua storia di fratelli sembra ricollegarsi idealmente al suo lontano esordio mai distribuito del 1998, Brother Tied, ma in effetti tutta la sua breve filmografia si muove all’interno di rapporti familiari compromessi, disfunzionali, in cui segreti e bugie montano assieme all’angoscia e alle incomprensioni, fino a disgregare ogni discorso affettivo. Era così per il lungo weekend di Blue Valentine, come per il tempestoso Come un tuono.

Lo stesso accade a Dominick, nel suo faticoso viaggio dentro di sè e dentro l’abisso in cui è precipitata la sua vita. Salvare il fratello Thomas diventa un’occasione, per ripensare anche alle proprie scelte, quelle lontane, che ancora pesano, e quelle più vicine, che possono essere cambiate.

Cianfrance, come accade di rado, nei progetti televisivi, ha scritto e diretto tutti e sei gli episodi di quello che appare come un progetto del tutto autoriale, assolutamente personale, forse il coronamento di un decennio di carriera, in cui il suo minimalismo realista si è sempre ibridato con l’ambizione al grande romanzo familiare:  nei suoi lavori il dolore personale e intimo di ogni singolo personaggio si trasfigura in un sentimento universale, che si manifesta in un’incapacità di stare al mondo, di condividerne le ansie e i destini.

I suoi personaggi cercano se stessi e lo fanno senza perdonarsi nulla, arrivando sino a scorticarsi vivi letteralmente, come accade a Dominick con il patrigno Ray, nell’ultima puntata.

I Know This Much Is True è anche una serie sul tradimento, non solo classicamente quello sentimentale, ma, più in profondità, il lavoro di Cianfrance riflette sul tradimento della fiducia altrui, delle aspettative personali, così come del patto familiare e della propria natura.

Si tradisce in molti modi, sè stessi e gli altri, e la delusione finisce per avvelenare l’aria fino a renderla irrespirabile.

Quando poi quel manoscritto del nonno, che appare nella prima puntata, ritorna finalmente tradotto – in inglese e in immagini – nella quinta e nella sesta, ecco che la dimensione personale del dolore di Dominick e Thomas, assumente il tono della tragedia di un’intera famiglia, maledetta fin dal suo arrivo negli Stati Uniti e attraversata dalla violenza e dalla morte.

Il peso dell’eredità diventa soverchiante e colora di nero ogni idea di futuro. Almeno sino a quando Dominick riuscirà a comprendere che solo nel perdono e nell’ascolto potrà trovare lo spazio per ricominciare a vivere.

Mark Ruffalo interpreta entrambi i fratelli in un tour de force attoriale di grande generosità, in cui il suo sguardo dolente, da perenne sconfitto, e il suo fisico imponente sembrano sempre lottare una partita tutta interiore. Se la parte di Thomas è complessivamente marginale e serve solo da ingaggio, per cominciare il viaggio all’interno della famiglia Birdsey, quella di Dominick è fin troppo ricca di eventi e tormenti psicologici e fisici.

Ad un certo punto è lui stesso a chiederlo alla psicologa che lo assiste: solo una maledizione può giustificare tutto il dolore che ha provato nella sua vita.

Non meno efficace Philip Ettinger che interpreta i due fratelli negli anni della giovinezza. Incantevole Aisling Francisi, che interpreta Dessa da giovane, ovvero l’unico raggio di luce, in una serie perennemente oscura, malinconica, recriminatoria.

Il doppio registro, che alterna gli affanni di Dominick, per cercare di salvare Thomas dall’internamento psichiatrico e il lungo racconto della lenta discesa del fratello, verso la paranoia autodistruttiva, viene sempre mediato dalle parole e dai ricordi.

Dominick deve al contempo rimettere assieme i pezzi della sua vita, divisa tra una ex moglie amatissima e perduta e una compagna più giovane, con cui non riesce mai davvero a comunicare e con cui trascina una relazione fatta di silenzi, porte sbattute, fughe e ritorni.

L’ambizione di Cianfrance nel forgiare un racconto popolare, che si muove nell’arco di quarant’anni di storia americana e che si nutre dell’insoddisfazione profonda, che cova sotto la cenere di un sogno americano perduto e sconfitto, finisce per essere in alcuni momenti insostenibile, perdendosi in qualche deriva melodrammatica eccessiva e in qualche forzatura di scrittura: quelli che sembrano felici colpi di scena, all’intero di un romanzo, sullo schermo spesso non funzionano davvero.

Tuttavia la serie, che assomiglia in realtà ad un unico film epico e familiare, si riprende nelle puntate conclusive, in un terzo atto in cui le scelte dei personaggi e le conseguenze che hanno provocato, diventano centrali.

Cianfrance ha parlato di Fanny e Alexander come di una fonte di ispirazione sempre presente nel suo lavoro di adattamento televisivo del romanzo di Lamb.

Il confronto con il capolavoro di Bergman è impari, ma nella capacità di chiudere circolarmente la sua storia attorno al protagonista, Cianfrance riesce a trovare un tono commosso e partecipe, che non sembra voler mai giocare con la sensibilità dei suoi spettatori.

E’ interessante notare infine come l’idea della Grande Società di Lyndon Johnson, nella quale i due protagonisti sono cresciuti, capace di accogliere tutti e di consentire un percorso di emancipazione, finisca per scontrarsi con il buio della malattia e con gli abissi del dolore individuale, della vergogna e del razzismo, trasformando i due fratelli Birdsey in una coppia di invisibili, di emarginati, nel grande panorama del paesaggio americano.

I’m not a smart man, particularly.
But one day, at long last, I stumbled from the dark woods of my own, and my family’s and my country’s past, holding in my hands these truths.

That love grows from forgiveness. That from destruction comes renovation. That the evidence of God exists in our connections to one another. This much, at least, I’ve figured out.
I know this much is true.

Titolo originale:  I Know This Much Is True
Numero degli episodi: 6
Durata media ad episodio: 60 minuti circa
Distribuzione: HBO dal 10 maggio
Distribuzione italiana: Sky Atlantic

CONSIGLIATO: a coloro che amano le narrazioni tormentate, le storie familiari e non temono tempi dilatati.

SCONSIGLIATO: a coloro che non sopportano i melodrammi a tinte forti.

VISIONI E LETTURE PARALLELE:

  • La notte e il giorno di Wally Lamb, il romanzo da cui è tratta la serie HBO.
  • I lavori di Edward Hopper, che Lamb cita come una delle influenze più decisive, per i suoi romanzi.
  • Blue Valentine e Come un tuono: due film di Derek Cianfrance, che vi faranno entrare con più precisione nel suo universo narrativo.

UN’IMMAGINE: Nell’ultima puntata, la prima notte assieme dei due fratelli, dopo il rilascio di Thomas. Il video di Madonna che canta Cherish su Mtv. La quiete familiare ritrovata. Un’illusione destinata a durare pochissimo. 

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