Cannes 2018. Border

Border **1/2

Customs officer Tina is known for her extraordinary sense of smell. It’s almost as if she can sniff out the guilt on anyone hiding something. But when Vore, a suspicious-looking man, walks past her, her abilities are challenged for the first time ever. Tina can sense Vore is hiding something she can’t identify. Even worse, she feels a strange attraction to him. As Tina develops a special bond with Vore and discovers his true identity, she also realizes the truth about herself. Tina, like Vore, does not belong to this world. Her entire existence has been one big lie and now she has to choose: keep living the lie or embrace Vore’s terrifying revelations.

Il vincitore di Un certain regard 2018 è un horror scandinavo, rurale e fantastico, che mette in scena, come avveniva per Lasciami entrare, una complessa storia d’amore tra diversi.

La protagonista è Tina, nata con un difetto genetico, che le ha reso il corpo ed i lineamenti del viso tozzi e grossolani: lavora all’aeroporto scovando, grazie al suo prodigioso olfatto, i viaggiatori che trasportano oggetti pericolosi, alcol, droga e altre cose proibite.

La paura, la vergogna, l’orrore, il sesso: Tina ne avverte la presenza da lontano. Nonostante le sue deformità, vive con un tranquillo allevatore di cani, in una casetta in mezzo ai boschi.

Una mattina si presenta davanti a lei un uomo che sembra avere lo stesso difetto genetico. Si chiama Vore. Tina avverte qualcosa di sospetto e lo ferma. Quando il suo collega però lo perquisisce, scopre qualcosa di inaspettato.

Nel frattempo, nel cellulare di un viaggiatore, Tina recupera una memory card con materiale pedopornografico. La procura capisce il valore dei suoi istinti e la coinvolge nelle indagini anche fuori dall’aeroporto.

Solo che Vore riappare, Tina, che ne è attratta, lo ospita a casa sua e le cose precipitano.

Il racconto di Abbasi è una sorta di favola horror, a tinte forti, che si impone come una metafora piuttosto greve sulla diversità e il senso di umanità perduto.

Le due linee narrative del film, la prima che segue il lavoro di Tina, per smascherare il ring di pedofili rispettabili e borghesi e la seconda che mostra l’avvicinamento sempre più fatale della protagonista con il misterioso Vore, finiscono inevitabilmente per collidere, non prima che molte domande abbiano trovato una risposta sorprendente.

Border racconta due anime messe ai margini, che si prendono una rivincita in modi radicalmente diversi: se Tina ha l’ambizione di integrarsi nella società e nelle sue istituzioni, Vore vive come un dropout mangiando vermi e sfruttando gli abissi dell’abiezione umana.

L’incontro tra i due sarà decisivo soprattutto per Tina, per la definizione della sua identità negata e per la scoperta delle sue origini e della sua vera natura.

Come ogni fiaba, il racconto di Abbasi si può leggere a molteplici livelli, dall’allegoria sull’emarginazione di coloro che non si conformano, all’horror sociale, dalla ricerca delle proprie radici, al racconto di genere fantastico.

Il film è certamente originalissimo, sorprendente, inventivo, sprezzante di ogni ridicolo, perchè ripone piena fiducia nei suoi personaggi e nella forza della sua storia.

E’ certamente un film che sfida il suo pubblico, che lo spinge in zone non confortevoli e non convenzionali. In una rassegna come Un certain regard, che quest’anno non ha brillato per la capacità di promuovere sguardi originali e innovativi, il coraggio di Abbasi è stato giustamente premiato.

Ali ABBASI – Director

John AJVIDE LINDQUIST – Script / Dialogue

Nadim CARLSEN – Director of Photography

Olivia NEERGAARD-HOLM – Film Editor

Anders SKOV – Film Editor

Christoffer BERG – Music

Rune SAND – Sound

Martin DIRKOV – Music

Ali ABBASI – Script / Dialogue

Isabella EKLÖF – Script / Dialogue

CASTING

Eva MELANDER – Tina

Eero MILONOFF – Vore

Jörgen THORSSON – Roland

Ann PETRÉN – Agneta

Sten LJUNGREN – Tinas Dad

Wilhelmsen KJELL – Daniel

Rakel WÄRMLÄNDER – Therese

Andreas KUNDLER – Robert

Matti BOUSTEDT – Tomas

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