Cannes 2018. El Angel

El Angel **1/2

Buenos Aires, 1971. Carlitos is a seventeen-year-old youth. As a young boy, he coveted other people’s things, but it wasn’t until his early adolescence that his true calling—to be a thief—manifested itself. When he meets Ramon at his new school, Carlitos is immediately drawn to him. Together they will embark on a journey of discoveries, love and crime. Killing is just a random offshoot of the violence, which continues to escalate until Carlitos is finally apprehended. Because of his angelic appearance, the press dubs Carlitos “The Angel of Death.”  Altogether, he is believed to have committed over forty thefts and eleven homicides. Today, after more than forty-five years in jail, Carlos Robledo Puch is the longest-serving prisoner in the history of Argentina.

Prodotto dai fratelli Almodovar, questo El Angel è il racconto delle gesta di uno dei criminali più singolari della storia argentina.

Il giovanissimo Carlos Robledo Puch, arrestato nel 1972 quando ancora non aveva compiuto 20 anni, è da oltre 45 detenuto in un carcere di massima sicurezza.

Nella realtà Puch, chiamato ‘The Death Angel‘ o ‘The Black Angel‘ era stato un criminale feroce, amorale, capace di violenze del tutto gratuite e uccisioni completamente ingiustificate, in relazione alla sua attività criminale.

Il film di Luis Ortega sembra percorrere una strada piuttosto rischiosa, raccontado Puch come un bambino dai riccioli biondi, che fa impazzire gli onestissimi genitori, che passa la vita di furto in furto, sia per una predisposizione in qualche modo naturale al crimine, quanto per l’incontro decisivo con il compagno di scuola Ramon.

Jose il padre di Ramon è un piccolo ladruncolo, che ha sempre vissuto di espedienti. E’ lui che intravvede le ‘qualità’ di Carlitos, il suo sangue freddo, la sua determinazione, la sua audacia.

Solo che Carlitos è fondamentalmente un nichilista completamente dissociato da se stesso e dalla realtà, che finisce per travolgere tutto e tutti, dall’impeto del momento.

Il film prende una piega un po’ troppo agiografica, mettendo l’accento sull’incerta identità sessuale di Carlitos, sul suo aspetto efebico e innocente, sulla causalità dei suoi colpi e la fatalità dei suoi omicidi, su cui Ortega non calca mai la mano: in realtà Puch è stato condannato per 11 omicidi, un tentato omicidio, 17 rapine, uno stupro, un tentato stupro, un abuso sessuale, due sottrazioni di minorenne e due furti.

Se pensiamo a El Angel come ad un film di pura fiction, allora il trattamento di Ortega funziona anche bene da un punto di vista drammatico, costruendo il ritratto di un killer diverso da tutti quelli visti sinora sul grande schermo. Di certo le libertà che si è preso nel raccontarne la sua storia è questione disturbante e discutibile.

Nella foto qui in basso, il vero Carlos Robledo Puch, nel giorno del suo arresto.

CREDITS

Luis ORTEGA – Director

Luis ORTEGA – Script / Dialogue

Rodolfo PALACIOS – Script / Dialogue

Sergio OLGUIN – Script / Dialogue

Julian APEZTEGUÍA – Director of Photography

Jose Luis DIAZ – Sound

Guille GATTI – Film Editor

Julia FREID – Set decorator

CASTING

Lorenzo FERRO – Carlitos

Chino DARÍN – Ramon

Mercedes MORAN – Ana María

Daniel FANEGO – Jose

Luis GNECCO – Hector

Cécilia ROTH – Aurora

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