Requiem: cercare la verità vuol dire affrontare i propri (e gli altrui) demoni

Verità e mistero: due serie Netflix tra reale e soprannaturale

Le case stregate, il soprannaturale e l’inquietudine ridestano i vostri sensi e tonificano a vostra mente? Adorate i drammi familiari? Netflix in queste settimane ci propone due prodotti che possono rispondere alle vostre esigenze: Requiem e Tabula Rasa. Con queste produzioni il canale continua, dopo la convincente esperienza di Dark (Germania) e 3% (Brasile) e la meno riuscita prova italiana di Suburra, a puntare su prodotti fortemente geo-caratterizzati, proseguendo il tour europeo con: la Gran Bretagna, peraltro protagonista anche della recente Collateral,  ed il Belgio.

Requiem, co-prodotta dalla BBC affonda le proprie radici nella cultura britannica. Show di qualità (anche se con ampi margini di miglioramento, specie nella scrittura) riesce a catturare l’attenzione degli spettatori fondendo abilmente i temi del dramma con quelli del racconto soprannaturale.

Non solo perché il genere della storie di fantasmi (ghost story e racconto gotico) è di origine anglosassone , ma anche perché ci sono tutti gli elementi della cultura britannica: paesaggi bucolici, antiche dimore dall’aspetto un po’ inquietante, gentiluomini di campagna con l’immancabile cap (la nostra coppola), pub dove si raduna tutto il paese, stradine tortuose e senza luci.

Il Galles del Nord possiede poi la giusta combinazione di bellezza fisica e ruvidezza per rendere il potere della natura tangibile, fisico, schiacciante. Il lavoro sull’atmosfera è preponderante e la regia di Mahalia Belo unisce all’aspetto visivo (il paesaggio appunto) quello musicale.

La combinazione che ne risulta è indubbiamente efficace: la colonna sonora e più in generale gli effetti sonori sono di grande impatto e di spiccata valenza narrativa; del resto il fatto stesso che la protagonista sia una musicista non può che spingere la scrittura ad utilizzare la musica con valenza drammatica.

Ma cosa ha portato una brillante violoncellista di Londra, Matilda Grey (una convincente Lydia Wilson) in procinto di vivere un’esperienza professionale negli USA, in questo lembo sperduto di terra sassone?

La madre Janice (Joanna Scanlan) si è tagliata la gola; improvvisamente e senza motivo, davanti agli occhi della ragazza, pochi minuti prima che questa salisse sul palco per esibirsi. Un gesto inspiegabile che porta Matilda ad indagare sul proprio passato e su quello della madre, a partire da misteriose foto e ritagli di giornale che fanno riferimento alla scomparsa di una bambina di nome Carys. Matilda si reca quindi nel paese della scomparsa, Penllynith, in Galles, insieme all’amico e compagno di musica Hal Fine (Joel Fry) per capire qualcosa del proprio passato: chi sia veramente sua madre, cosa possa averla spinta al suicidio e quali rapporti ci fossero tra lei e la bambina scomparsa.

Il dramma familiare, che di per sé basterebbe a giustificare la serie, con il passare del tempo lascia sempre più spazio alla ghost story che, alla fine, risulta preponderante nell’economia narrativa. Il paesaggio, all’inizio  idilliaco, acquisisce presto tratti inquietanti, animato com’è da presenze misteriose che sembrano particolarmente interessate a Matilda e con cui solo lei può relazionarsi. Sulla trama principale, Matilda alla ricerca di informazioni sul legame tra la madre e la ragazza scomparsa, si innestano ben presto mutazioni e sottotrame.

Innanzitutto Matilde capisce o meglio “sente” di essere Carys e vuole andare fino in fondo per capire che cosa è successo alla bambina e perché Janice l’ha strappata alla madre naturale: in questa ricerca la donna si scontra con il disinteresse, prima e l’ostilità, dopo, della comunità locale. Le trame secondarie riguardano gli altri membri della comunità: un ex poliziotto che accudisce il figlio malato, la ragazza che gestisce il bar, l’ultima persona ad aver visto Carys prima della scomparsa, che sogna di andarsene e che si innamora di Hal; il padre di Carys che vaga per i boschi ed è l’unico, insieme a Matilda, a percepire la presenza del sovrannaturale, il nuovo compagno della madre di Carys che viene arrestato perché coinvolto nella coltivazione di marijuana.

Non tutte le sottotrame però funzionano e ci sono diversi spunti lasciati morire senza avere il giusto spazio; nello spettatore resta la sensazione che alcune trame non siano state esplorate nelle loro possibilità. Se è usuale in tutti gli horror lasciare spazio di decantazione allo spettatore, questi momenti non possono essere privi di un loro ritmo ed è quindi fondamentale che le storie collaterali siano coinvolgenti ed esaustive e che non portino a cadute di interesse, come avviene talvolta nei sei episodi che compongono la serie.

La narrazione passa comunque attraverso gli occhi e la mente di Matilda a cui Lydia Wilson regala grande efficacia scenica: lo spettatore ne condivide le fragilità, i dubbi, il senso di frustrazione e ne ammira il coraggio, l’ostinazione, la forza di volontà. E’ lei il vero cuore della serie: sono i suoi dubbi a specchiarsi nella natura, sono le eco del suo passato a risuonare nelle vicende degli abitanti del piccolo paesino; è la sua presenza a risvegliare le presenze soprannaturali.

Tutto il resto perde di valore: quello che succede è legato a lei ed è a lei che lo spettatore si rivolge, è a lei che crede e solo in lei può confidare per dare un esito positivo alla vicenda. Anche dopo il drammatico epilogo di questa serie risulta difficile pensare che sia qualcun altro a poter salvare Matilda/Carys  nella seconda stagione (ammesso che ci sia).

Lo svolgimento di una seconda stagione non è infatti ancora sicuro, ma è reso probabile dal buon gradimento della prima e dal fatto che Kris Mrksa, mente dello show, abbia dichiarato che ha sempre immaginato la storia come composta da due parti e quindi una seconda stagione sarebbe una prosecuzione non solo opportuna, ma per molti aspetti necessaria.

REQUIEM
NUMERO PUNTATE: 6
DURATA MEDIA PER PUNTATA: CIRCA 60 MINUTI
DISTRIBUZIONE: NETFLIX
DATA DI USCITA IN ITALIA: 23 MARZO

WARNING: Embargoed for publication until 00:00:01 on 22/01/2018 - Programme Name: Requiem - TX: n/a - Episode: Requiem - Ep1 (No. 1) - Picture Shows: +++Embargoed until Monday January 22nd, 2018+++ Matilda (LYDIA WILSON) - (C) New Pictures - Photographer: Adrian Rogers

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