Cannes 2018. Le prime indiscrezioni: chi sarà sulla Croisette?

In un lungo articolo Screen International mette insieme i prossimi candidati ad un posto sulla Croisette nel prossimo 71° Festival di Cannes.

Mai come quest’anno l’elenco è lungo e ricco. Dopo un paio di edizioni minori, la rassegna più celebre del mondo, sembra poter contare questa volta su una selezione ampia.

Ovviamente c’è un film leggendario e misterioso, che aleggia su tutta la selezione ed è The Other Side of The Wind, che Orson Welles girò tra il 1970 e il 1976 e che non riuscì mai a montare, per complicatissime questioni produttive e di diritti. Dopo 40 anni i produttori e Netflix sono riusciti a districare l’intricatissima matassa ed a completare il lavoro.

E’ una sorta di sacro graal del cinema mondiale, che viene finalmente alla luce. In queste ore si stanno dando gli ultimi ritocchi al sonoro, colonna sonora, scritta apposta da Michel Legrand e alla colorimetria. Se il film non fosse alla Croisette, sarebbe veramente una sorpresa.

Per l’ordinaria amministrazione partiamo dagli Stati Uniti, ovviamente.

I primi nomi sono quelli di Terrence Malick con il suo nono film, Radegund, girato in Austria e dedicato ad un obiettore di coscienza, in tempo di guerra e Xavier Dolan, con il suo debutto americano The Life and Death of John F.Donovan, già pronto da mesi.

Tra i titoli possibili ci sono anche il remake di Suspiria firmato da Luca Guadagnino, Beautiful Boy con Steve Carell e Timothee Chalamet e il nuovo film di Julian Schnabel At Eternity’s Gate, con Willem Dafoe nei panni di Vincent van Gogh e Oscar Isaac, in quelli di Paul Gauguin.

Potrebbe essere sulla Croisette, magari ad Un certain regard, Jeremy Saulnier con il suo Hold The Dark, così come David Robert Mitchell con il noir Under the Silver Lake con Garfield e la Keough. E anche Sicario 2: The Day of Soldado di Stefano Sollima, se fosse all’altezza del primo capitolo, potrebbe trovare spazio tra le sezioni ufficiali.

Si parla moltissimo anche del nuovo film di Brian De Palma, Domino, un thriller europeo con il terrorismo islamico protagonista.

Speculazioni anche su Where’d You Go Bernadette di Richard Linklater, su Steve McQueen ed il suo Widows e su Harmony Korine ed il suo Beach Bum.

Che ne sarà poi dell’ultimo film di Woody Allen, A Rainy Day In New York? In altri tempi sarebbe stato un nome certo fuori concorso. Ma l’onda tellurica di #metoo lo ha travolto, con tutto il clan Farrow a sospingere i venti. Anche Cannes gli girerà le spalle?

Fuori concorso potrebbero arrivare anche i pezzi grossi delle major: Solo: A Star Wars StoryOcean’s 8The Incredibles 2Jurassic World: Fallen Kingdom.

Nella quota UK, due veterani: Mike Leigh con la rievocazione del massacro di Peterloo, avvenuto durante una manifestazione pacifica a Manchester nel 1819 e Terry Gilliam con il suo attesissimo e lungamente rimandato The Man Who Killed Don Quixote con Adam Driver.

Ovviamente la pattuglia francese è quella con dubbi più grandi, giocando in casa: potrebbe strappare un posto in concorso Pierre Schoeller, che con Il ministro, era già ad Un Certain Regard nel 2011: questa volta il suo film è un dramma sulla Rivoluzione Francese, intitolato One Nation, One King, con Louis Garrel, Laurent Lafitte e Denis Lavant.

Altri papabili sono Stéphane Brizé con At War, interpretato da Vincent Lindon nei panni di un leader sindacale che deve affrontare la chiusura della fabbrica in cui lavora, Jacques Audiard al suo debutto americano con la commedia western The Sisters Brothers interpretata da John C. Reilly e Joaquin Phoenix, quindi Olivier Assayas con Non-Fiction.

Sul fronte femminile Claire Denis dovrebbe finire in tempo per Cannes High Life, il suo film di fantascienza con Robert Pattinson, Mia Goth e Juliette Binoche e forse anche Valeria Bruni Tedeschi potrebbe trovare spazio con The Summer House. Ma i nomi sono moltissimi, compresi alcuni debuttanti

Jean Luc Godard tornerà al festival 50 anni dopo averlo fatto chiudere nel 1968 con il suo nuovo The Image Book? Non sappiamo. Certamente lui non si farà vedere, come al solito.

Dalla Russia potrebbe arrivare il nuovo film di Kirill Serebrennikov Leto (The Summer), ambientato agli albori della Perestroika nella scena rock di Leningrado nel 1983.

L’ucraino Sergei Loznitsa potrebbe portare a Cannes il suo quarto film Donbass, con evidenti richiami politici, ma non è certo che il film sia pronto.

Il Belgio potrebbe essere rappresentato da Joachim Lafosse, con un racconto tra madre e figlio intitolato Keep Going.

E veniamo quindi all’Italia, dove Loro di Sorrentino è in pole position, assieme ad Alice Rohrwacher con Lazzaro felice e Matteo Garrone con Dogman – Il canaro della Magliana.

Chance anche per Valeria Golino ed il suo Euforia con Scamarcio e Mastandrea fratelli. Si parla molto bene anche di Andrea Caccia con il suo doc Gold Is All There Is, che segue la vita di cinque uomini a differenti momenti della loro esistenza.

La Spagna pesca nella committenza internazionale, producendo il nuovo film del doppio premio Oscar Asghar Farhardi, Everybody Knows,con Penelope Cruz, Javier Bardem e Ricardo Darin.

Potrebbe approdare a Cannes anche Pawel Pawlikowski con il suo Cold War, girato in francese, una storia d’amore ambientata tra la Polonia, Parigi e Berlino negli anni ’50.

Qualche chance anche per il film di Raúl De La Fuente e Damian Nenow, Another Day Of Life, un adattamento del reportage del giornalista polacco Ryszard Kapuscinski, durante la guerra civile in Angola negli anni ’70.

László Nemes dovrebbe tornare in concorso dopo il Grand Prix per Il figlio di Saul con Sunset.

Anche Lars Von Trier potrebbe tornare dopo sette anni d’assenza con The House That Jack Built interpretato da Matt Dillon nei panni di un serial killer e con Riley Keough e Uma Thurman.

L’Australia potrebbe schierare invece Jennifer Kent con The Nightingale, un thriller ambientato nel 1825 su una donna che cerca vendetta sull’uomo che ha ucciso la sua famiglia.

Ciro Guerra (El abrazo de la serpiente) dovrebbe approdare in concorso con Birds Of Passage, codiretto con la moglie Cristina Gallego.

Buone possibilità anche per il nuovo film di Pablo Trapero La Quietud, con Bérénice Béjo, ma è il Messico a calare gli assi con due film che se fossero pronti, sarebbero facilmente in concorso: Alfonso Cuaron che torna a girare in Messico un dramma borghese ambientato nella capitale durante gli anni ’70, intitolato Roma, e Carlos Reygadas con Where Life Is Born, su un uomo che cerca di comprendere i motivi del tradimento della moglie.

Almeno due possibilità per la Cina: Jia Zhangke con Ash Is Purist White e Zhang Yimou con Shadow.

Il Giappone ci porterà il solito duo, diventato sempre più stucchevole col passare degli anni? Forse sì visto che si parla ancora di Naomi Kawase con Vision, interpretato da Juliette Binoche nei panni di una giornalista che viaggia in cerca di una rara erba nel Giappone rurale e di Hirokazu Kore-eda con Shoplifters.

Dalla Corea potrebbe arrivare Lee Chang-dong con Burning, adattamento da Murakami.

Come non chiudere infine con il turco Nuri Bilge Ceylan, che dopo la Palma d’Oro per Il regno d’inverno, dovrebbe avere un posto sicuro in concorso con The Wild Pear Tree.

Come avete visto l’elenco è sterminato e i posti in concorso di solito limitati a 20. Poi ci saranno i 18 titoli di Un certain Regard e i Fuori concorso. Il resto finirà probabilmente alla Quinzaine o alla Semaine. Se non direttamente a Venezia.

Tra un paio di settimane dovrebbe esserci la conferenza stampa ufficiale di Fremaux. Allora sapremo.

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