Sette minuti dopo la mezzanotte – A Monster Calls. Recensione in anteprima!

Sette minuti dopo la mezzanotteSette minuti dopo la mezzanotte – A Monster Calls **

Al suo terzo film, lo spagnolo Juan Antonio Bayona, pupillo di Guillermo Del Toro, torna alle atmosfere gotiche e fiabesche del suo esordio The Orphanage, adattando per il grande schermo il libro per bambini scritto da Patrick Ness, Sette minuti dopo la mezzanotte.

A Monster Calls è una favola, non solo per i più piccoli, sulla necessità di farsi carico del dolore, anche quando ci appare come insensato, privo di giustificazione. Bayona cerca il tono adeguato, usa tutti gli strumenti e i colori a disposizione, dalla fascinazione per un cinema che non c’è più, al racconto gotico, sposando sempre il punto di vista del piccolo protagonista.

Conor O’Malley è un ragazzino inglese, vive da solo con la madre Lizzie, gravemente malata. Vessato a scuola, da un gruppo di compagni più grandi di lui, si rifugia spesso nel disegno, negli acquerelli, come gli ha insegnato sua mamma.

Le condizioni di Lizzie si fanno sempre più critiche. si rifà vivo il padre, che sta a Los Angeles, con un’altra figlia, e la rigida nonna, con la quale Conor non ha rapporti.

Nel frattempo ogni notte, sette minuti dopo mezzanotte, il grande tasso che domina la collina di fronte casa, si anima e diventa un mostro, che racconta tre storie a Conor, in attesa che quest’ultimo ne abbia una sua da confessare.

Ma il racconto di Conor è troppo personale e doloroso, un incubo ad occhi aperti nel quale letteralmente sprofonda tutto il piccolo mondo.

Usando con grande maestria l’animazione digitale, il disegno e la performance capture al servizio di una storia che usa gli elementi fantastici per raccontare il dolore indicibile della perdita e dell’abbandono, Bayona non ha timore di sfiorare il patetico e il melò più semplicistico.

A Monster Calls è un piccolo film che vorrebbe farsi fabula universale sulla circolarità della vita, sulla morte come parte inestinguibile dell’esperienza umana, eppure, se il film evita cadute di tono e un eccesso d’enfasi, lo deve tuttavia solo agli elementi horror e fiabeschi, perchè il racconto segue percorsi visti mille volte, sin troppo lineari e risaputi, per coinvolgere davvero ed emozionare.

Il cast degli adulti, guidato da un’irriconoscibile Felicity Jones, lontanissima dall’immagine guerriera e ribelle di Rogue One, si limita a fare il suo, il giovanissimo Lewis MacDougall è un protagonista convincente, ma il meglio arriva dal mostro animato da Liam Neeson.

La fotografia del fidato Oscar Faura, è cupa e satura come ci aspetteremmo, in un film troppo convenzionale, per lasciare qualche traccia duratura nella memoria.

 

 

Annunci

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...