Annunci

Cinema con vista: 13 hours

13 hours poster

13 hours: The Secret Soldiers of Benghazi

Sembra di rivedere John Wayne sulle mura di Fort Alamo. I Messicani attaccano come diavoli, colpiscono col fuoco dei cannoni, e lui difende la posizione fino all’estremo sacrificio. Ma questa volta gli schieramenti cambiano. Fuori dai cancelli si accalcano uomini che ci hanno insegnato a chiamare “terroristi”.

A Bengasi, nel 2012, la situazione è incandescente. La Libia post-Gheddafi non ha più una guida e l’intera nazione è una polveriera pronta a esplodere. Lo spettro della guerra civile sta per diventare una certezza. Invece di ritirare i propri uomini, lo Zio Sam invia l’ambasciatore sul territorio, per sensibilizzare le masse attraverso la retorica del cambiamento. Ma nella notte dell’11 settembre si scatena l’Inferno. Gli Americani si ritirano in un avamposto segreto della Cia e dovranno resistere per tredici ore all’assedio dei ribelli.

Michael Bay è il regista degli effetti speciali. Ama le esplosioni, gli scontri a fuoco e l’ultranazionalismo, sempre accompagnati da budget a sei zeri. I suoi film costano e fanno incassare, come insegna il paradigma della Hollywood moderna, e sono la gioia di una platea che cerca uno spettacolo senza troppi fronzoli.

Spesso lo accusano di avere sceneggiature inconsistenti, piene di messaggi pubblicitari, con un montaggio iperdinamico, capace di far perdere la testa anche allo spettatore più agguerrito. Ma in 13 Hours sceglie uno stile più sobrio e dimostra di saper fare del buon cinema. Non cade nella trappola del cinema di propaganda e si limita a descrivere gli eroi come uomini comuni, che aspettano solo di tornare a casa. Nessuno di loro sceglie la gloria fine a se stessa. Tutti sono a Bengasi per necessità, chi per arrotondare, chi per mettere fine alla propria carriera di mercenario. Le grandi gesta derivano da un’incredibile voglia di vivere.

13 Hours: The Secret Soldier of Benghazi racconta una vicenda realmente accaduta, sulla quale pesano ancora molte ombre. I continui tentativi di insabbiamento, di cui sarebbe responsabile anche Hilary Clinton, non aiutano a mettere fine a una storia fin troppo controversa. Il film poteva essere un duro colpo per la candidata democratica, ma Michael Bay non insegna politica ed espone i fatti con una sobria messinscena, rispetto ai suoi standard.

Evita le eccessive scene d’azione e cerca di attenersi alla realtà, con la descrizione di un assedio ai limiti del possibile. I burocrati discutono sul da farsi, la macchina bellica fatica a trovare la soluzione, e intanto in Libia si consuma un dramma. Il soldato piange e spara, il ribelle muore per il proprio ideale, mentre per l’Occidente tutto si riduce a un servizio al telegiornale.

13 Hours è il simbolo di un cinema spettacolare che non dimentica la dimensione umana. Non mancano un certo estetismo per le scene e una retorica patriottica un po’ marcata, ma Michael Bay si trattiene per rendere giustizia ai fatti e il risultato è apprezzabile. Mentre il sole sorge, l’aquila americana si risveglia da un lungo sonno e medita sui propri caduti.

Annunci

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: