Venezia 2015. The Danish Girl

Danish Girl poster 2

The Danish Girl **

Per un momento ho dimenticato me stesso. Per un momento sono stato solo… Lili

L’impaziente attesa dell’anteprima mondiale di The Danish Girl a Venezia 72 dipendeva esclusivamente da una ragione: rivedere in scena il talento Eddie Redmayne cimentarsi in un ulteriore esercizio di trasformismo. Dopo la pioggia di premi riconosciutigli per una performance realmente di valore in La Teoria del Tutto, l’attore britannico ha accolto la proposta del regista Tom Hooper (Premio Oscar per Il discorso del re) di impersonare sul grande schermo la prima persona della storia ad essere identificata come transessuale: l’artista danese Lili Elbe, che si sottopose al primo intervento chirurgico sperimentale di “riassegnazione sessuale”.

1926, Copenhagen. Einar e Gerda Wegener sono due giovani pittori conosciuti nei migliori ambienti della città, uniti dall’amore per l’arte e dall’entusiasmo con cui vivono l’uno per l’altra, giorno dopo giorno, il loro matrimonio: un amore autentico e raro. Da quando Einar poserà a scopo ludico per un ritratto della moglie, indossando abiti da donna, un altro “sé” femminile inizierà violentemente a impossessarsi di lui, e a condurlo verso un cambiamento d’identità desiderato e irreversibile. Einar svanirà lasciando il posto a Lili, la donna che da sempre è stata prigioniera nel suo corpo da uomo.

La messa in scena del doloroso percorso di transizione di Einar Wegener, che ebbe il coraggio e la forza di diventare totalmente ciò che sentiva di essere nel profondo, è portata a termine da Eddie Redmayne con un risultato, anche questo, che lascerà il segno. Complice l’innata predisposizione ad interpretare ruoli femminili, dopo la prova eccezionale nei panni di Stephen Hawking (in La Teoria del Tutto), Redmayne si appropria totalmente del dualismo del suo personaggio alquanto complesso, senza trascurare né Einar né Lili. I suoi gesti e le movenze sono avvalorati da una preziosa ricercatezza nei plurimi linguaggi di recitazione di cui fa uso, quello del corpo primo fra tutti.

L’emozione più vera da spettatori la percepiamo nel nutrirci del sentimento d’amore palpabile che lega il protagonista alla moglie Gerda, la donna che lo supporta nel corso della presa di consapevolezza della sua reale identità, un’identità che emerge con una violenza dirompente. Una moglie che ama il marito più di se stessa, raggiungendo con lui un’affinità spirituale commovente. Nel film è la 26enne svedese Alicia Vikander (Ex Machina, Operazione U.N.C.L.E.) a prestarle il volto, ed è proprio lei la sorpresa del film, e la sua performance a lasciare increduli: sarebbe riduttivo definirla “spalla” solo per il garbo con i quali gestisce magistralmente il confronto con Redmayne, rubandogli spesso la scena e portando su di lei l’attenzione. La Vikander è splendida in ogni inquadratura e di un’espressività matura. Ripensando al film ci si ricorderà tanto di lei, se si prova a mettere per un attimo da parte l’ovvia bravura di lui.

E’ anche grazie al potere curativo dell’arte e alla sua importanza nelle vite dei protagonisti – artisti che l’emergere della personalità di Lili si realizza. Ciò che questa storia insegna è come un rapporto d’amore così appassionato e sincero possa essere cruciale nell’affrontare a testa alta il giudizio della società e tutte le difficoltà che Lili ha dovuto affrontare per essere accettata, liberandosi da qualsiasi condizionamento. Negli anni ’30 i dissidi interiori manifestati da chi si scopriva “diverso” venivano diagnosticati come squilibri chimici, perversione, schizofrenia.

Fotografia, costumi e scenografia del film vanno di pari passo e fungono da cornice a una buona storia, innalzandone il valore e dipingendo la Danimarca e la Parigi dei primi del ‘900 a tinte leggere ma con un tocco deciso. Il cast citato (di cui fa parte anche Matthias Schoenaerts), la compattezza della storia e la delicatezza con cui il tema è stato trattato fanno di The Danish Girl un prodotto complessivamente senza infamia né lode, monocorde a livello registico, senza slanci.

Il viaggio d’identificazione di Lili Elbe, la prima trans al mondo, la cui storia è stata riscoperta nel romanzo omonimo del 2000 di David Ebershoff, esce in Italia il 4 febbraio 2016 distribuito da Universal Pictures.

Danish Girl 1

Annunci

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...