St.Vincent. Recensione in anteprima!

St-Vincent-Poster-Locandina-2014

St.Vincent **

Esordio alla regia di Theodore Melfi, che aveva scritto la sceneggiatura di St.Vincent nel 2011, finendo direttamente nella Black List dei migliori copioni di Hollywood, il film interpretato da Bill Murray è un crowd pleaser, che sfrutta alla perfezione il talento smisurato del suo protagonista.

Presentato al Festival di Toronto, dove è arrivato secondo, dietro solo a The imitation game, nei favori del pubblico, St.Vincent è una commedia, adattissima ad un uscita in sala natalizia, con il suo riuscito blend di buoni sentimenti ed apparente scontrosità.

Buddy movie anomalo, nel quale un anziano e scontroso veterano di guerra, frequentatore di bar, sale da corsa e strip club, finirà per ritrovare la sua dignità, grazie al piccolo ragazzino che si è trasferito con la madre separata accanto a lui.

Siamo a Brooklyn, in una calda estate: Vincent vive in una piccola casa sommersa da cartacce e incuria. La stripper, originaria dell’europa dell’est, con cui vive è incinta. Le uniche sue passioni però sembrano essere un magnifico gatto bianco di cui si prende cura amorevolmente e la Chrysler Lebaron decappottabile parcheggiata in giardino.

Durante il trasloco dei nuovi vicini un ramo spezzato quasi gli distrugge l’auto: lo scorbutico Vincent farà così la conoscenza con la dottoressa Maggie e suo figlio Oliver.

Inutile dire che dopo lo scontro iniziale, Vincent e Oliver finiranno per passare assieme molti pomeriggi, all’insegna di un’educazione alla vita assai poco ortodossa.

L’anziano veterano sarà costretto a confrontarsi con le sue cattive abitudini. Oliver imparerà a farsi rispettare dai nuovi compagni di classe…

Il film di Melfi non racconta davvero nulla di nuovo, ma lo fa con un tono scanzonato e divertito e regala all’immenso Bill Murray un ruolo in cui brillare ancora una volta.

Il suo Vincent – perennemente in calzoni corti e occhialoni da sole – è un uomo battuto dalla vita, un reduce che ha perduto troppe battaglie, pieno di vizi minori e spirito caustico. Attaccato alla bottiglia e con una sigaretta sempre accesa tra le dita, è incapace di star lontano dai bookmaker, ma nasconde una grande solitudine e un amore perduto.

Murray gli dona la consueta grazia, un sorriso triste ed una vena di follia scanzonata.

Se il film di Melfi ha un valore è proprio grazie all’interpretazione di Bill Murray, capace di mitigare anche il tono eccessivamente zuccheroso della storia.

Rispetto alle volgarità assortite delle nostre consuete commedie natalizie, St.Vincent è una scelta in controtendenza.

stvincent Murray

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