Cannes 2014. Alleluia

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Alleluia **

Ispirato alla storia vera di due serial killer americani del secondo dopoguerra, questo Allelui del belga Du Weltz è cinema di genere che vorrebbe tanto sembrare d’autore.

Fotografia lattiginosa e super sgranata, primissimi piani insistiti dei due protagonisti maledetti, interpretazioni sopra le righe, montaggio confuso che evita i particolari più cruenti ed uno score sonoro originalissimo ed iperrealista.

Il tutto per raccontare due serial killer.

Lui è un bugiardo patologico, che seduce donne mature per spillare soldi. Sulla sua strada incontra una infermiera che lavora alla morgue.

Lei da vittima diventa complice, quando la rabbia per essere stata tradita con un’altra, la spinge all’omicidio.

Il rapporto fra i due amanti truffatori è davvero curioso: si fanno passare per fratello e sorella, per intrufolarsi nella vita di anziane signore e giovani vedove facoltose. La gelosia di lei però li spinge quasi sempre all’omicidio.

Il film gioca con i clichè di genere e si spinge un po’ oltre, nel tentativo di darsi un’aura di rispettabilità che davvero non conta.

Lola Duenas, già nei film di Almodovar, è la protagonista sanguinaria. Potrebbe sembrare un mistcasting, ma non lo è. Anzi è forse l’unico motivo d’interesse di un film tutto sommato convenzionale.

 

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