Cannes 2014. Fantasia

Fantasia

Fantasia **1/2

Il film del cinese Wang Chao promette sin dal titolo una fuga dalla realtà.

Ma quello che vediamo sullo schermo è il racconto di una famiglia cinese che sembra non avere altre possibilità che non quelle del sogno.

La realtà è infatti tragica. Il padre, operaio in un’acciaieria, è malato di leucemia e l’azienda, che ha pagato le sue cure per molto tempo ha deciso di dimezzare i suoi contributi.

La moglie ce vende i giornali ad un angolo di strada non sa come pagare il resto delle spese mediche e si affida a parenti ed amici, chiedendo un aiuto a tutti.

Ma la malattia è terminale e molti si rifiutano di prestarle dei soldi: dov’è l’utilità di un gesto misericordioso?

Nel frattempo la figlia, fidanzata con un losco gestore di nightclub comincia a lavorare nel locale e rimane incinta non si sa bene di chi, mentre il figlio più piccolo, Xiao si rifugia in una realtà parallela, incapace di affrontare la vita.

Chao dipinge un ritratto malinconico, usando una inconsueta leggerezza che consente al film di non affondare nel dolore e nella tragedia.

La vita continua, anche solo nei sogni musicali di Xiao.

Per due volte si ascolta una versione di O sole mio, in verità piuttosto maldestra.

 

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