Cannes 2014. Lost River

lost_river_xlg

Lost River ***

Esordio da ricordare, quello di Ryan Gosling, che scrive e dirige una favola allucinata su una citta’ fantasma e sulla sua maledizione.

Lost river in realta’ e’ la Detroit di oggi. Case abbandonate, che cadono in rovina, interi quartieri deserti in cui resistono famiglie che crescono i loro figli in una desolazione non solo paesaggistica.

Billy lavora al bar Gigi’s, ha un figlio piccolissimo e un altro adolescente, Bones. E’ indietro con le rate del mutuo, ma il nuovo direttore di banca, il mellifluo Dave, le suggerisce di visitare un nuovo locale, dove forse c’e’ lavoro per lei.

Intanto i sobborghi dove vivono Billy e Bones sono sotto il giogo del disturbato Bully.

L’unica altra anima che vive in quel quartiere disastrato e’ Rat, che accudisce la nonna, muta ed immobile, impegnata a rivedere vecchi filmati del suo matrimonio per giornate intere.

Quando Billy decide di seguire il consiglio di Dave, si ritrova in un mondo sotterraneo, gestito dalla performer Cat, il cui numero consiste nel farsi pugnalare o violentare in scena, con profluvio di sangue finto, sugli spettatori in delirio.

Nel frattempo, Bones scopre una citta’ sommersa. La vera Lost River e’ stata distrutta per creare un lago artificiale. Da allora una maledizione grava sulla piccola cittadina. Ma tutto quello che c’era un tempo e’ ancora li’ sotto la superficie dell’acqua.

Sara’ Bones a spezzare il sortilegio?

Gosling costruisce un racconto che ha il sapore dei film di David Lynch: ipnotico, surreale, notturno.

La perdita dell’innocenza di Bones e Rat coincide con la discesa agli inferi di Billy. Gosling dichiara di essersi ispirato al cinema di Cianfrance e di Refn, mescolando il realismo del primo alle allucinazioni del secondo.

Ma e’ evidente il debito soprattutto nei confronti del regista danese, di cui riprede colori, forme, score sonoro.

Il film e’ naturalmente discontinuo, ma vitale. La sua ambizione e’ smisurata. Non si tratta certo del compitino corretto che di solito realizzano gli attori quando passano dietro la macchina da presa.

Forse si sente troppo l’influenza altrui, ma le visioni surreali della citta’ morta sono potentissime e fanno i conti con un’america ferita, morente, forse lei stessa maledetta. Le case che bruciano aprono e chiudono il film come un leit motiv, il sogno americano e’ perduto e corrotto. I direttori di banca sono gestori di night club.

Lascia senza parole l’audacia narrativa di Gosling. Non tutto funziona alla perfezione, ma il suo film e’ coraggioso, sfrontato, affettuoso con i suoi personaggi. Christina Hendricks richiama la Rossellini di Cuore Selvaggio. I giovani sono indovinatissimi, Ben Mendelsohn conferma tutte le sue qualita’ istrioniche.

E’ gia’ culto.

Annunci

Un pensiero riguardo “Cannes 2014. Lost River”

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...