Venezia 2013. Joe

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Joe **1/2

Il nuovo film di David Gordon Green è un classico racconto di formazione, con un figlio alla ricerca di un padre ed un uomo battuto dalla vita, in attesa di un’occasione di riscatto, per dare un senso alla propria esistenza.

Le due solitudini inevitabilmente finiranno per attrarsi.

Siamo in una cittadina del Texas, dove Joe è il capo di una squadra che avvelena gli alberi che devono essere tagliati per essere sostituiti da altri di maggior pregio e utilità.

I suoi operai sono quasi tutti di colore. La sua è una sorta di famiglia allargata, che sostituisce quella che non ha mai avuto ed alla quale si aggiunge improvvisamente il giovanissimo Gary: quindici anni, una madre devastata, una sorella che ha smesso di parlare ed un patrigno violento ed alcolizzato.

Joe ha un passato oscuro, che sembra tormentarlo. Reprime a fatica i suoi istinti violenti, che dirige solo verso un piccolo delinquente che lo tormenta.

Gary coinvolge nel lavoro anche il patrigno, ma dura poco: il vecchio è interessato ad una sola cosa, l’alcol.

I destini dei protagonisti si incroceranno inesorabilmente, quando Joe prende sotto la sua ala protettiva Gary e tutto si mette contro di loro.

David Gordon Green ritorna nei boschi del Texas già esplorati con l’ultimo Prince Avalanche e racconta anche questa volta l’america della working class di provincia, quella più colpita dalla crisi economica.

Vagabondi per strada, violenza indotta dell’esasperazione, lavoro duro e pagato in contanti: è questo l’universo nel quale Green cala il racconto classico di due maliconie, che finiscono per condividere molto più che un cane ed un furgone.

Nicolas Cage che molto tempo fa è stato anche un ottimo attore, per Lynch, per Scorsese e per i Coen, qui ci ricorda perchè rimane ancora un divo, nonostante le pessime scelte degli ultimi dieci anni. Il suo Joe è un vinto, ossessionato dai rimorsi e dalle sigarette, sempre col bicchiere in mano e con la malinconia contagiosa dei suoi personaggi più belli.

Bravo anche Tye Sheridan, che dopo The tree of life e Mud, qui si conferma giovane di talento, la cui giovinezza è sembrata trascorrere tutta sul grande schermo. Ottima la scelta dei caratteristi, dalla squadra di Joe, allo sceriffo, sino al vecchio patrigno, stonato e violento.

Un film solido, che conferma la buona qualità del concorso ufficiale.

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