I consigli della settimana

Grandi uscite cinematografiche nel weekend.

Innanzitutto il film Leone d’Oro alla 69° Mostra del cinema di Venezia: Pietà di Kim Ki Duk.

Il film ha entusiasmato quasi tutti: critici, webzine e pubblico. Dopo gli anni della depressione e della solitudine autoimposta, Kim sembra essere quantomeno tornato a fare cinema. Non c’è molto però del suo stile elegante e pittorico, e non c’è neppure un significativo cambiamento in questo suo nuovo Bad Guy.

La pietà del titolo è solo evocata, mai davvero praticata. Il protagonista è l’esattore di uno strozzino che gira per un quartiere operaio delal capitale, sul punto di essere inghiottito dalla modernità dei grattacieli, passando di bottega in bottega a riscuotere gli interessi usurari.

Chi non può pagare verrà mutilato, in modo da poter riscuotere il premio di un’assicurazione e pagare il debito.

Improvvisamente un giorno il protagonista viene raggiunto da una donna, che dice di essere la madre, che l’ha abbandonato molti anni prima. Tra i due si forma un rapporto sempre più coinvolgente.

Molti sono rimasti colpiti dalla tragica vendetta della protagonista femminile. Ma il film non sposa mai il suo punto di vista, rimanendo sempre dalla parte del criminale.

Qualcuno ha voluto vedere nel film qualcosa che forse non c’è. Rimane il ritratto di un’umanità minore, di un protagonista disumano, di una vendetta crudele. Il tutto filmato con un digitale sporco, che esalta la sensazione di degrado.

Oltre a Pietà arriva in sala anche il secondo film italiano del concorso. Il grottesco e tragico E’ stato il figlio. Ritratto di una famiglia allargata, nella Sicilia degli anni ’80. La morte accidentale di una figlia li illuderà di una ricchezza momentanea e portatrice di nuove sciagure.

Amarissimo ritratto della ferocia matriarcale di una famiglia il cui unico codice sembra essere la sopravvivenza giorno per giorno, senza domani.

Toni Servillo straordinario capofamiglia.

Infine Prometheus, tanto atteso prequel di Alien, diretto da Ridley Scott, a partire da uno sciagurato copione di Damon Lindelhof, che mescola new age e biologia, alla ricerca della nascita della specie.

Peccato perchè c’era uno Scott in grande forma, un ottimo cast ed il fascino di ritornare in un mondo tanto amato.

Se Alien era però un horror nel silenzio dello spazio, Prometheus è un film action afflitto da una colonna sonora senza tregua.

Una mezza delusione, in attesa del promesso secondo episodio.

Weekend del 13 settembre

Pietà di Kim Ki Duk *** Leone d’Oro a Venezia

E’ stato il figlio di D.Ciprì ***

Prometheus di R.Scott **

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