Cannes 2012. In another country

In another Country  **1/2

In concorso

Hong Sang soo in fondo e’ sempre uguale a se stesso. Come una sorta di Woody Allen coreano ripropone invariabilmente i suoi girotondi sentimentali tra cinema e realta’.

Vincitore due anni fa di Un certain regard, con il bellissimo Ha ha ha, questa volta torna nel concorso principale, forse anche grazie alla presenza come protagonista di una delle regine del festival, Isabelle Huppert, che interpreta tre donne diverse in tre episodi ambientati nello stesso piccolo centro balneare.

La prima volta e’ una regista europea, la seconda uan donna d’affari che tradisce il marito con un regista coreano, timorosissimo di essere scoperto, quindi e’ la moglie abbandonata dal ricco marito, che cerca conforto e senso al tradimento subito.

La prima volta condividera’ il suo tempo con un attore locale e sua moglie, incinta e gelosa.

La seconda volta attendera’ invano l’amante in un lungo pomeriggio di sogni e speranze.

Nell’ultimo episodio trovera’ modo di cedere alle lusinghe di un giovane bagnino, che vive su una tenda vicino alla spiaggia. Lo stesso bagnino incontrato anche negli altri episodi, ma rimasto desolatamente a bocca asciutta.

Hong Sang soo ripropone le stesse situazioni e gli stessi incontri, imponendo ogni volta delle piccole varianti, per mettere in luce il machismo degli uomini coreani, la loro ossessione di conquista, le loro sbronze ed ancora la gelosia delle donne e la generosa ospitalita’ nei confronti degli stranieri, quasi a ricostruire per allusioni e sottrazioni il ritratto di un popolo ancora immaturo e capace di sorprese e avventure.

In questo la Huppert finisce integrarsi perfettamente, recitando il classico personaggio dell’ospite, cosi’ comune nel cinema di Hong, che sembra uscito dagli anni ’70. Piani fissi, uso insistito dello zoom, stacchi netti di montaggio.

Certo non c’e’ nulla di nuovo, ma la leggerezza e la malinconia di questo In another Country si fa apprezzare, in un concorso dove sinora le delusioni hanno superato di gran lunga gli entusiasmi.

Piccola nota finale: sinora e’ stata l’unica proiezione in pellicola, tra i film che abbiamo visto al festival.

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