Mereghetti su Posti in piedi in Paradiso di Carlo Verdone

Le recensione settimanale di Paolo Mereghetti sul Corriere è dedicata al nuovo film di Carlo Verdone, Posti in piedi in Paradiso, “la miglior commedia italiana dell’anno”.

Con gli anni Carlo Verdone dà l’impressione di affinarsi sempre di più. Come il vino buono. Mantiene saldo l’occhio sulla società raccontandone i falsi miti e i difetti reali, è sempre più misurato (ed equilibrato) nell’irridere i sogni e raccontare le disillusioni di una generazione – quella over cinquanta – che è la sua (in cui si identifica sempre più linguisticamente e visivamente, senza bisogno di gerghi o maschere) e conquista con l’esperienza una maggior fluidità narrativa e registica. Confermandosi, in una stagione davvero mortificante per il cinema popolare italiano (certi successi al botteghino gridano vendetta), l’unico alfiere di una «commedia di caratteri» capace di dire qualcosa allo spettatore.

I tre protagonisti, Verdone stesso, Marco Giallini e Pier Francesco Favino, sono tre padri separati, costretti a far fronte alle difficoltà della vita, condividendo un appartamento in affitto. Dopo tre flashback che raccontano la loro storia precedente, Verdone ce li racconta nel momento del loro incontro.

Più che individui dotati di una loro storia e una loro psicologia, i tre coinquilini forzati sono tre caratteri umani – Ulisse il rassegnato, Domenico lo sfrontato e Fulvio il frustrato – tre modi diversi di far fronte alle emergenze della vita a cui il Verdone regista e sceneggiatore (qui in compagnia del fido Pasquale Plastino e della new entry Maruska Albertazzi) non risparmia umiliazioni e disillusioni. Senza arrivare alle punte di crudeltà autopunitiva di certi personaggi sordiani, si ritrova qui la lezione migliore di quella scuola romana della commedia che strappava la risata senza fare sconti di fronte ai vizi e alle meschinerie dei loro personaggi e naturalmente senza permettere allo spettatore scappatoie consolatorie. Risalta facilmente nel personaggio di Giallini, il più «facile» e diretto nel raccontare le meschinità di un perfetto immorale, ma non mancano neppure in quello di Verdone, soprattutto dopo l’incontro con una cardiologa incapace di curare il proprio cuore (almeno dal punto di vista sentimentale) interpretata da una sempre ammirevole Micaela Ramazzotti: le loro ingenuità, le gaffe e anche le loro banalità fanno ridere magari meno fragorosamente ma emozionano più a fondo.

[…] Posti in piedi in Paradiso cerca di mettersi dalla parte di chi, quella crisi, l’ha già vissuta sulla propria pelle…

Due stellette e mezza.

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