Venezia 2011. L’ottavo giorno

Giornata difficile questa ottava del festival: tre film ignobili, indigeribili, sbagliati e tutti in concorso. Forse Mueller si è tolto il dente, piazzandoli vicini, in modo da non danneggiarli di più nel confronto, ma avrebbe fatto bene ad escluderli, nessuno ne avrebbe sentito la mancanza… in ogni caso eccoli!

QUANDO LA NOTTE di C.Comencini *

In concorso

Il peggiore in assoluto è il nuovo film di Cristina Comencini, ovvero la Maria De Filippi del cinema italiano.

Il suo film assomma psicologismo d’accatto, clichè vuoti, conformismo della peggior specie e una direzione d’attori che grida vendetta.

Si racconta di una giovane donna, Marina, in vacanza in montagna, assieme al figlio Marco, di due anni. Trova ospitalità presso Manfred, una guida alpina, con lo sguardo torvo, per tutti i 105 minuti del film.

Marina alloggia per un mese al piano di sopra della casa, dove Manfred vive da solo, dopo essere stato abbandonato dalla moglie, che si è portata via i suoi due figli.

Il piccolo Marco piange ininterrottamente per tutta la prima mezz’ora del film, per giustificare la svolta narrativa messa lì dalla Comencini a metà film. La madre, insofferente ed insonne, ad un certo punto lo sbatte per terra procurandogli una ferita alla testa.

Manfred sente tutto, salva il bimbo ed accusa la madre, che gli ricorda la sua, che l’ha abbandonato, assieme ai suoi due fratelli, per fuggire in America con un turista di passaggio (sì, la storia è proprio questa!)

Il torvo Manfred accompagna la protagonista al rifugio gestito dai suoi fratelli e dopo aver litigato anche con loro, perdute le lenti a contatto (???), si avventura lo stesso a piedi nella notte, per rientrare a casa, cade in dirupo e…

E poi ci fermiamo: evitiamo di svelare troppo, persino dei film inutili come questo.

La Pandolfi è degna degli epiteti, che il regista di Boris riserva alle sue attrici e persino Filippo Timi, uno che non sbaglia un film, è completamente fuori parte, catatonico e monoespressivo.

Pieno di innumerevoli momenti stracult, soprattutto nella seconda metà, dove il melò dovrebbe far gioco sui sensi di colpa di una madre inadeguata, non si può non segnalare almeno l’insuperabile scena in cui uno dei fratelli di Manfred si attacca al seno della moglie per suggerne il latte.

Voi direte, chi ha scritto questo pasticcio, affidandolo alla Comencini? Lei stessa, prima in forma di romanzo, poi come sceneggiatura, a quattro mani con Doriana Leondeff. E chi l’ha prodotto? Riccardo Tozzi. Ottimo produttore, ma anche marito della regista.

Quando la notte è un disastro senza scampo, con una sceneggiatura risibile, due attori in continua difficoltà con i loro dialoghi, una regia senza un’idea di messa in scena, che non riesce nemmeno a valorizzare la splendida ambientazione alpina.

Il rallenty sulle due funivie che si incontrano, trasportando in direzioni diverse i due protagonisti, è un’immagine che purtroppo ci porteremo dietro a lungo: puro orrore.

No, no, ed ancora no.

4:44 LAST DAY ON EARTH di A.Ferrara *1/2

In concorso

L’ultimo grande film di Abel Ferrara è Fratelli – The Funeral, presentato proprio a Venezia 15 anni fa. L’ultimo della lunga e proficua collaborazione con Nicholas St.John. Da allora il sulfureo regista newyorkese ha inanellato una serie infinita di opere incompiute e contraddittorie, quando non imbarazzanti.

Qui con un budget che evidentemente sfiora lo zero, racconta le ultime ore della terra, prima della catastrofe ambientale che la spazzerà via definitivamente.

Vi suona noto? Sì, è la stessa premessa di Malincholia di Von Trier, ma qui le ambizioni e gli esiti sono ancora più insignificanti.

Willem Dafoe e Shanyn Leigh, Cisco e Skye, aspettano la fine nel loro loft newyorkese, dove si svolge il 90% del film.

Che fanno? Immaginate un po’ che fantasia: si accoppiano mezzi nudi, litigano un po’, ordinano cibo cinese, guardano Al Gore, il Dalai Lama e un santone indiano in tv, che annunciano l’apocalisse e soprattutto usano il computer, per parlare con i parenti, i figli, gli amici.

Ad un certo punto un vicino si butta dalla finestra e Dafoe decide di farsi un giro in centro: passa a trovare due vecchi amici, evita di farsi abbordare da Paz de la Huerta, per strada, e ritorna nel loft, dove l’amante completa un enorme dipinto di un serpente che si morde la corda. Il buco dell’ozono divorerà tutto.

Bianco.

Letteralmente è tutto qui, con invettive di Dafoe sul denaro sterco del mondo e qualche tetta qua e là, a far capolino.

Una presa in giro, si direbbe, ben fotografata in digitale da Ken Kelsch e interpretata con convinta adesione da un Willem Dafoe, che meriterebbe ben altri copioni.

Cosa si salva? Il mega spottone a Skype, che sentitamente ringrazia.

L”unica cosa utile quando arriverà la fine del mondo? Un mac con connessione a banda larga e il programma per videochiamare gratis.

THE EXCHANGE di E.Kolirin *1/2

In concorso

Il terzo film della mattinata è l’opera seconda del regista de La banda. Il protagonista è un dottorando di fisica, sposato ad una giovane architetto, che pian piano sembra estraniarsi dalla propria vita.

Rompe la routine delle sue giornate divise tra casa e università, per spiare i vicini di casa, parlare con sconosciuti, rifugiarsi nel seminterrato del suo condominio.

Nel suo viaggio coinvolge un vicino che pare condividere le sue ossessioni.

Tutto qui, senza una svolta, senza un’evoluzione, senza che la metafora, se c’è, acquisti la forza necessaria ad imporsi.

Un film che passa senza lasciare traccia. Un esercizio di stile, vuoto.

ANOTHER SILENCE di S.Amigorena **

Giornate degli Autori

Ecco la prima delusione delle Giornate degli Autori 2011. Il film di Amigorena, interpretato dalla brava Marie Josè Croze (Le invasioni barbariche) è un revenge thriller piuttosto convenzionale negli sviluppi e nelle premesse.

Una donna poliziotto, con un passato non chiarissimo, si mette sulle tracce dei killer che una sera hanno sterminato la sua famiglia, uccidendo il marito ed il figlio.

Ben presto scoprirà che l’assassino è il figlio di un boss della droga, che ha fatto arrestare. Ma anche lui è solo una pedina di un gioco più grande…

L’unico motivo di interesse è l’abientazione argentina e boliviana del thriller, che mostra una faccia inedita dell’america latina.

La buona prova della Croze è vanificata da una struttura troppo convenzionale e prevedibile.

3 pensieri riguardo “Venezia 2011. L’ottavo giorno”

  1. […] Una presa in giro, si direbbe, ben fotografata in digitale da Ken Kelsch e interpretata con convinta adesione da un Willem Dafoe, che meriterebbe ben altri copioni. Cosa si salva? Il mega spottone a Skype, che sentitamente ringrazia. L’unica cosa utile quando arriverà la fine del mondo? Un mac con connessione a banda larga e il programma per videochiamare gratis. Marco Albanese, Stanze di Cinema Link: https://stanzedicinema.com/2011/09/07/venezia-2011-lottavo-giorno/ […]

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