Cannes 2011. Il quinto giorno

Dopo la proiezione mattutina del film di Terrence Malick, ci tocca il pessimo

HORS SATAN di B.Dumont *

Un certain regard

Hadewijch, l’ultimo film di Dumont, presentato in concorso tre anni fa e mai uscito in sala, si apriva e si chiudeva con l’intervento di David Dewaelle, quasi un angelo che veniva a salvare la confusa protagonista, prima fanatica cattolica, poi terrorista musulmana, quindi aspirante suicida.

Con il suo volto scavato si apre anche questo Hors Satan, nel quale l’angelo di Hadewijch si trasforma in una sorta di esorcista laico e sterminatore.

Vive in spiaggia, ai piedi di un muro diroccato, in un piccolo villaggio su canale de La Manica. Una ragazza lo accudisce e gli porta da mangiare, in cambio lui uccide a fucilate il patrigno che forse abusava di lei, quindi prende a bastonate uno spasimante troppo molesto, infine si preoccupa di compiere un miracolo, quando un corpulento violentatore sembra averla seviziata e uccisa.

Nel frattempo guarisce una bambina, forse posseduta dal demonio, con un rituale del tutto improprio e trasmette la possessione ad una turista troppo disponibile…

Descritta cosi’ la trama di Hors Satan sembrerebbe strampalata, ma non del tutto disprezzabile, senonche’  Bruno Dumont si crede Thodor Dreyer e si prende sempre troppo sul serio, costruendo una parabola, che sfiora spesso il ridicolo involontario. Il fascino delle ambientazioni vicino a Boulogne sur Mer non salvano Hors Satan da un giudizio severo.

Al solito, Dumont decrive un’umanita’ allo sfascio e si diverte a mettere in scena la bruttezza umana, non solo morale, ma anche materiale.

Il suo cinema non ci appartiene, non ci piace e ne faremmo volentieri a meno. Dumont cerca continuamente una spiritualita’ che non gli appartiene. I sui film sembrano perennemente studiati a tavolino, per stupire e scandalizzare.

E’come un vecchio prete che si ostina a farci la predica: non incanta piu’ nessuno.

Putroppo la fama conquistata, proprio a Cannes, una dozzina di anni fa, con i tre premi attribuiti a L’humanite’ dalla giuria di Cronenberg e Nichetti, ne hanno fatto un intoccabile.

LE VOYAGE DANS LA LUNE di G.Méliès ****

Cannes Classics

La giornata di Malick, si chiude con questo inno alla fantasia cinematografica piu’ travolgente.

Nel 1993 e’ stata recuperata in Catalogna una delle copie del film di George Méliès colorizzata a mano nel 1906. Dopo un lavoro di restauro durato oltre un decennio, il famoso Viaggio sulla luna, il primo film di fantascienza della storia torna in questa bellissima versione, accompagnato dalla musica degli Air.

Sedici minuti di magia, di effetti speciali primordiali, per raccontare il viaggio spaziale di sei anziani scienziati, che sulla luna incontrano degli alieni ostili e finiscono per ritornare precipitosamente sulla Terra, portandosene dietro uno, tra il giubilo della comunita’ scientifica e dei loro concittadini.

Cinema purissimo quello di Méliès, uno dei padri della settima arte. Il restauro ha del miracoloso e la musica piena di effetti sonori degli Air, rende l’operazione di nuovo moderna, nello spirito che certamente animava il suo intrepido creatore.

Annunci

3 pensieri riguardo “Cannes 2011. Il quinto giorno”

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.