Reluctant Traveler with Eugene Levy e Tucci in Italy ***
Siamo entrati ufficialmente nell’estate del 2026 e, complice l’incremento delle temperature, è naturale programmare qualche giorno di vacanza oppure, per chi non può, ritagliarsi qualche piccolo spazio per viaggiare con la mente, grazie a qualche programma di qualità.
In particolare vogliamo condividere le impressioni positive che ci hanno lasciato due serie di viaggi: The Reluctant Traveler with Eugene Levy (Apple TV+) e Tucci in Italy (Disney+).
Il viaggiatore riluttante, in viaggio con Eugene Levy ci presenta in tre stagioni e una trentina di episodi le esperienze di viaggio in tutto il mondo dell’attore canadese (American Pie, Shitt’s Creek) che non fa mistero di sentirsi maggiormente a proprio agio sul divano di casa che in giro per il mondo. O almeno questo è lo spirito con cui ci accoglie inizialmente, perché poi, stagione dopo stagione (a breve verrà rilasciata la quarta), Levy si sente sempre più a suo agio nelle vesti del viaggiatore, complici la bellezza dei luoghi visitati, la qualità delle location e la grande umanità dei suoi ospiti. E’ proprio questo uno degli aspetti caratteristici del racconto, cioè una forte tensione emotiva volta ad esplorare i legami familiari che, naturalmente, suscitano in Levy delle emozioni simili o contrastanti, ma in ogni caso coinvolgono anche lo spettatore in una dimensione sociale che va oltre a quella del viaggio. A tratti sembra perfino che il motore narrativo non sia il viaggio di conoscenza, ma quello di crescita e che la superficialità dell’analisi delle località sia dovuta al fatto che non si vuole tanto raccontare un territorio, ma le relazioni tra le persone. Levy non ama uscire dalla comfort zone, ma costretto a farlo dai suoi ospiti, cambia prospettiva e osserva il mondo da un altro punto di vista. Il viaggio diventa così il mezzo per osservare il mondo e gli stili di vita delle diverse culture con ironia e stupore.
In due stagioni di complessivi 10 episodi Stanley Tucci (Il Diavolo Veste Prada, Amabili Resti, Big Night) attraversa l’Italia e lo fa con un chiaro mandato: utilizzare il cibo per conoscere meglio il territorio, intrecciando presente, passato e futuro e senza rinunciare anche ad assumere qualche posizione politica su temi al centro del dibattito più recente (es. immigrazione, denatalità, diritti delle coppie non etero). Tucci si muove con consapevolezza nel Paese da cui proviene la sua famiglia e che conosce e ama. Spesso ricorda i piatti cucinati dalla nonna e non esita e mettersi ai fornelli, quando il contesto lo permette. Questo gli consente di dialogare (anche in italiano) con i suoi ospiti, partendo da una base culturale comune e con il desiderio di andare a proporre itinerari (e piatti) non scontati, alternando tradizione ed innovazione, cucina casalinga e ristoranti stellati. Il tutto con una sensibilità molto lontana dai tipici prodotti di viaggio: che parli del Tiramisù o che faccia tappa a Colonnata, lo sguardo ha una forte attenzione storico-antropologica e come tale non risulta mai banale o scontato.
Ci sono elementi che accomunano i due prodotti ed altri che li differenziano, ma entrambi riescono nell’intento di intrattenere con garbo, sollecitando la curiosità dello spettatore e presentando (in particolare nella serie di Tucci), aspetti non troppo commerciali dei luoghi descritti. Entrambi gli show hanno una scrittura brillante, un montaggio curato e protagonisti in grado di entrare in empatia con culture e persone, lontani dall’estremismo dei viaggiatori di professione e dall’egocentrismo dei traveler influencer.
Il viaggiatore riluttante presenta un tono umoristico, autoironico, leggero: il cibo è presente, ma non è al centro della narrazione. Sono piuttosto le esperienze vissute a scandire il ritmo del racconto e a tratti non mancano le sfide adrenaliniche: che poi tra queste per Levy si possa annoverare anche il pernottamento in un resort di lusso a diversi chilometri da un vulcano, questo rientra nel personaggio, pervaso da una leggera ansia e da un pessimismo cronico. La serie è meno organica e le puntate tra loro possono essere molto diverse per qualità e focus. Tucci in Italia invece parte dal cibo e al cibo ritorna dopo aver fatto un percorso nella storia delle regioni attraversate, un percorso più ampio e meno diretto, che ripercorre le tradizioni locali con un passo più lento, carico di emozione e di coerenza. La lentezza del ritmo permette allo spettatore di immergersi nei luoghi e negli spazi, di ritrovare il tempo e il silenzio che le grandi metropoli consumano velocemente. Non mancano piccole chicche gastronomiche, come la zuppa di pesce di lago a Bolsena o storie in cui famiglia e territorio si sovrappongono, come a Tavolara, in Sardegna.
In un mondo in cui spesso la comunicazione, anche quella delle serie TV, passa da violenza e volgarità, serie come queste rappresentano una boccata d’aria fresca, non solo per i temi trattati, ma soprattutto per il garbo e l’eleganza con cui lo fanno.
The Reluctant Traveler with Eugene Levy (Apple TV+)
3 STAGIONI, 31 EPISODI, DURATA MEDIA AD EPISODIO 32 MINUTI
STAGIONE 1
FINLANDIA, COSTA RICA, VENEZIA,UTAH, MALDIVE, SUD AFRICA, LISBONA, TOKYO
STAGIONE 2
SVEZIA, SCOZIA, FRANCIA,GERMANIA, ITALIA, GRECIA, SPAGNA
STAGIONE 3
IL GIORNO DEI MORTI IN MESSICO, IL WALZER A VIENNA, LA STRADA DELLA LOUISIANA, LA FAMIGLIA REALE IN INGHILTERRA, SUD KOREA, ST. PADDY’S DAY IN IRLANDA, L’INDIA, VANCOUVER.
2 STAGIONI, 10 EPISODI, DURATA MEDIA AD EPISODIO: 45 MINUTI
STAGIONE 1
TOSCANA
LOMBARDIA
TRENTINO ALTO-ADIGE
ABRUZZO
LAZIO
STAGIONE 2
NAPOLI E CAMPANIA
SICILIA
LE MARCHE
SARDEGNA
VENETO

