West Side Story: appena 10 milioni negli USA per il remake di Spielberg. In Italia trionfo di Harry Potter 20 anni dopo

USA

Che potesse essere un’operazione a rischio – il remake di un musical modernissimo e canonizzato immediatamente 60 anni fa, con due attori pressochè sconosciuti al grande pubblico, con parti in spagnolo non sottotitolate e una storia talmente risaputa da aver avuto mille rivisitazioni nel corso del tempo – qui a Stanze di Cinema l’avevamo messo in conto.

Poi ci si è messa la pandemia a tarpare le ali ai film rivolti ad un pubblico maturo: perchè questo nuovo West Side Story può avere forse un appeal solo per il pubblico dei film di Spielberg e per quelli che conoscono l’originale.

Più difficile che oggi West Side Story pare coinvolgere un pubblico di teenager: quelli che ancora affollano le sale americane.

Il risultato del primo weekend è un desolate primo posto con appena però 10,5 milioni d’incasso.  Meno persino del musical della Warner In the Heights, tratto dal primo lavoro di Lin Manuel Miranda, con temi assolutamente simili, ma assai più modesto.

A rendere il dato ancor più deludente per la Disney che lo distribuisce c’è anche il dato nel resto del mondo. Appena 4,4 milioni, per un film che ne è costati 100 solo di produzione.

Il film è stato accolto bene dalla stampa americana, ma basterà per garantirgli un lungo passaparola? Le teniture in questo periodo sono molto dilatate e in classifica troviamo ancora tutti i grandi film dell’autunno – Eternals, Dune, Venom, No Time To Die – ma il Natale si avvicina e gli esercenti probabilmente smonteranno in fretta Spielberg per lasciare spazio a Spider-Man, probabile salvatore delle feste americane.

Al secondo posto scende l’animazione Encanto che raccoglie 9,4 milioni al suo terzo weekend, raggiunge i 71 milioni in patria e 151 in tutto il mondo.

Terzo posto per Ghostbusters: Legacy  che aggiunge 7,1 milioni e si porta a 112 complessivi.

House of Gucci è quarto con 4 milioni e 41 complessivi.

Italia

La situazione italiana è ancor più paradossale, perchè in vetta c’è un film uscito 20 anni fa. Il primo Harry Potter ha incassato numeri da capogiro: quasi 1,9 milioni di euro. Complimenti alla Warner che ci ha creduto.

Dietro al maghetto il nulla. Encanto arranca con appena 436.000 euro e la commedia Mollo tutto e apro un Chiringuito è terza con 321.000 euro.

L’anteprima dell’animazione Sing 2 si è presa il quarto posto con 260.000 euro.

Rispetto alla settimana scorsa c’è stato un lievissimo rimbalzo, dovuto all’exploit di Harry Potter, ma per il resto è buio pesto.

Se i dati sono inquietanti per gli esercenti, quelli di Harry Potter dimostrano che il pubblico – un pubblico – ancora c’è. Bisogna saperlo intercettare con proposte che in questo periodo lo convincano ad abbandonare il salotto di casa.

Forse è ancora presto per dirlo, ma il Covid ha accelerato drammaticamente una tendenza al consumo culturale casalingo, che riserva alle sale solo film-evento e lavori per i più piccoli e per le famiglie. Il resto sarà malinconicamente destinato a trovare spazio solo sulle piattaforme?

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