Christopher Nolan: parole di fuoco contro la Warner Bros

La Warner Bros è nota per aver instaurato nel corso della sua storia rapporti solidissimi e duraturi con star e registi, Kubrick e Eastwood su tutti, ma più di recente Christopher Nolan, che dopo Batman Begins ha sempre lavorato con la società di Burbank.

Tuttavia la decisione della Warner di lanciare il suo intero catalogo del 2021 negli Stati Uniti in contemporanea nelle sale aperte e su HBO Max sta scatenando risposte assai critiche.

Soprattutto perchè al contrario di quanto è successo con Patty Jenkins e con il suo Wonder Woman 1984 non c’è stata alcuna consultazione con attori e registi e co-produttori.

Gli autori di Dune, Matrix 4, Suicide Squad, Godzilla vs Kong e degli altri grandi quattordici film coinvolti l’hanno scoperto quando la major ha fatto uscire il comunicato stampa.

Christopher Nolan, che ha voluto per Tenet a settembre un’uscita solo nelle sale, è stato il più attivo nel farsi carico delle proteste dei suoi colleghi, rilasciando a The Hollywood Reporter dichiarazioni di fuoco: “Some of our industry’s biggest filmmakers and most important movie stars went to bed the night before thinking they were working for the greatest movie studio and woke up to find out they were working for the worst streaming service”

Ed ha continuato attaccando una politica autodistruttiva che sembra guardare solo al breve termine: “Warner Bros. had an incredible machine for getting a filmmaker’s work out everywhere, both in theaters and in the home, and they are dismantling it as we speak. They don’t even understand what they’re losing. Their decision makes no economic sense, and even the most casual Wall Street investor can see the difference between disruption and dysfunction.”

Ad ET ONline Nolan ha rincarato la dose: “I’m in disbelief. Especially the way in which they did. There’s such controversy around it, because they didn’t tell anyone. In 2021, they’ve got some of the top filmmakers in the world, they’ve got some of the biggest stars in the world who worked for years in some cases on these projects very close to their hearts that are meant to be big-screen experiences. They’re meant to be out there for the widest possible audiences… And now they’re being used as a loss-leader for the streaming service — for the fledgling streaming service — without any consultation. So, there’s a lot of controversy.

Secondo gli insider l’idea sarebbe venuta a Carolyn Blackwood COO, direttore operativo della Warner che, considerando debole la line-up del 2021, avrebbe deciso di evitare il rischio di potenziali incassi modesti, in favore di un sostegno alla piattaforma streaming interna, che sinora non aveva brillato.

Se è vero infatti che i film avranno comunque un lancio mondiale solo in sala, perchè HBO Max è una piattaforma solo americana, il rischio pirateria è enorme: poche ore dopo il debutto in streraming ci sarà una “excellent version of the movie everywhere immediately”.

Ovviamente però le questioni di principio a Hollywood sono sempre anche questioni di soldi: l’accordo che la Warner ha fatto con Gal Gadot e con gli altri produttori e talenti di Wonder Woman 1984 perchè accettassero di debuttare anche su HBO Max è stato assai lucrativo, ma questo perchè si tratta di un franchise che la major vuole continuare negli anni.

Sarà molto diverso con gli altri progetti, che tuttavia si aspettano almeno la stessa compensazione: anche perchè ciascuno avrebbe potuto andare sul mercato e scoprire quanto Apple o Amazon o Netflix avrebbero pagato per acquistare i diritti del loro film.

La Legendary Pictures che ha coprodotto Dune e Godzilla Vs Kong ed aveva già ricevuto da Netflix un’offerta assai generosa per il secondo, pare intenzionata a far causa alla Warner ed a contrastare in giudizio la scelta unilaterale del partner.

Lo stesso accadrà probabilmente con Village Roadshow e Bron che hanno partecipato ad altri film del lotto.

Warner nel frattempo spera che anche Disney segua lo stesso percorso, anche se finora ha prevalso la strategia dei rinvii e sono finiti online solo alcuni film minori come la ripresa teatrale del musical Hamilton, Artemis Fowl, Mulan e forse il prossimo Crudelia Demon.

Resta in ogni caso il tradimento della fiducia di molti talenti coinvolti, da quella che era sempre stata la major più aperta al loro contributo.

Come ha spiegato un agente a THR: “You had a decades-long legacy as being known as the most talent-friendly studio. Now you’ve gone from that to a studio that in starburst colors lit up a sign that says, ‘We don’t give a fuck about talent.’”

 

 

 

Un pensiero riguardo “Christopher Nolan: parole di fuoco contro la Warner Bros”

  1. In questo caso concordo parecchio con Nolan. Prima di tutto la Warner avrebbe dovuto discutere della faccenda anche con registi e attori e soprattutto non avrebbe dovuto mandare tutti i suoi titoli in streaming. Avrei già capito se fossero stati alcuni, ma tutti (e soprattutto lavori come Dune e Matrix 4) è una scelta pessima. Meglio di quello che ha fatto la Disney con Mulan, ma comunque una scelta con cui non concordo.

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