La verità sul caso Harry Quebert: Un’affascinante spirale narrativa, senza mordente

La verità sul caso Harry Quebert **

Nell’estate del 2008 l’America si appresta a vivere un’epica campagne elettorale con lo scontro tra John Mccain e Barak Obama. Dopo il grande successo del suo primo libro, Marcus Goldman (Ben Schnetzler), brillante promessa della letteratura americana, si ritrova privo di ispirazione e incapace di scrivere anche solo una pagina del secondo romanzo. Avvicinandosi la scadenza fissata dal suo editore, Marcus cerca un aiuto e un’ispirazione andando a trovare il grande scrittore (e amico) Harry Quebert (Patrick Dempsey, il Dr. Derek in Grey’s Anatomy!).

Il breve soggiorno presso la villa di Goose Cove, immersa nella pace del New Hampshire, non porta la svolta tanto sospirata, ma due mesi dopo il ritorno di Marcus a New York accade qualcosa di inaspettato: nella proprietà di Harry viene rinvenuto il cadavere di un’adolescente scomparsa nell’Agosto del 1975, Nola Kellergan (Kristine Froseth). Harry viene accusato dell’omicidio e Marcus torna a Goose Cove per aiutarlo a scagionarsi e così, indagando sulla vicenda, trova l’ispirazione ed il materiale per realizzare un nuovo romanzo. Terminato il libro e baciato dal successo, Marcus non è ancora appagato perché qualcosa non funziona nella soluzione che lui ed il sergente Gahalowood (Damon Wayans Jr.) hanno dato al caso.

Tratta dal libro di Joel Dicker ‘La verità sul caso Harry Quebert’, (ed. italiana Bompiani, 2012), la trama sviluppata da questa miniserie in dieci episodi, rilasciata in Italia da Sky, si presenta tutt’altro che banale e sembra poter sviluppare una molteplicità di tematiche interessanti. Partendo da un romanzo molto apprezzato dal pubblico e da parte della critica, la speranza era che la serie riuscisse a prendere il meglio del testo, superando i punti di debolezza dell’opera di Dicker.

A nostro parere la speranza è andata delusa.

La serie infatti non riesce a superare i limiti del romanzo, ma anzi finisce per risultare più povera perché priva del piano meta-letterario che rappresenta un secondo livello di lettura della vicenda nell’opera dello scrittore svizzero.

Al di là della trama noir-poliziesca, la storia di Harry Quebert è soprattutto una storia di amori: non solo l’amore scandaloso tra un uomo (Harry) e una ragazza di quindici anni (Nola), ma anche l’amore di un padre (il reverendo Kellergan) per la figlia, quello dei coniugi Quinn, sposati da molti anni e sofferenti per l’incapacità di Tamara di comunicare a Bobbo quanto lo ami, quello di un uomo sfigurato, Luther, per una ragazzina, sempre Nola, in cui vede la proiezione di tutto quello che ha perso, l’amore nascosto tra il magnate Elijah Stern ed il suo avvocato.

E’ sullo sfondo questi amori, a volte ricambiati, altri no, che si sviluppa un’indagine con numerosi colpi di scena che portano i due investigatori ed il lettore a rivedere le tesi seguite ed a superare i punti (provvisori) di arrivo per scendere sempre più nel profondo e avvicinarsi alla verità: uno dei punti di forza del racconto, sia della serie che del romanzo, è la capacità di far sentire lo spettatore direttamente coinvolto nelle indagini.

E’ proprio la natura di questi amori a stimolare il processo di negoziazione dello spettatore che viene interpellato da diversi punti di vista: come marito, padre, compagno, etc. Essi quindi rivestono un ruolo significativo al di là del peso specifico che hanno nella vicenda. Certo la storia ruota attorno a Harry e Nola: sono loro a catalizzare l’attenzione, anche se nella seconda metà della serie l’attenzione si rivolge maggiormente allo sviluppo delle indagini, con un cambio di ritmo e di stile narrativo: si passa dai serrati dialoghi e dai primi piani alternati ad un prevalere delle riprese in esterni, con un maggiore movimento spaziale e temporale (la storia fa riferimento a tre archi temporali: anni ’70, 80 e 2008).

Il romanzo di J. Dicker dedica particolare attenzione al rapporto tra Harry e Marcus, di fatto rendendo l’amicizia tra i due uomini il vero fulcro della vicenda. E’ un rapporto in cui Harry svolge il ruolo di mentore ed insegna al suo protégée non solo a scrivere, ma anche a vivere: c’è molto del romanzo di formazione nell’addestramento del ragazzo che avviene tra libri, birre ed allenamenti di boxe.

La scelta della boxe è funzionale al discorso meta-narrativo: Dicker ha dichiarato che è lo sport che più si avvicina alla scrittura perché il pugile si trova sul ring, a misurarsi con un avversario (la pagina bianca), ma anche e soprattutto con se stesso, pienamente consapevole di quello che può dare. In TV la crescita di Marcus avviene per lo più durante le indagini che lo portano dall’essere un arrogante ragazzo di città con mocassini ipercostosi a diventare un vero investigatore che mette a rischio la propria vita, prima per salvare Harry e poi per raggiungere la verità.

Come già detto la serie sposta l’attenzione sul rapporto d’amore tra Harry e Nola, ma senza sviluppare compiutamente il carattere della ragazza che ci viene presentata solo nel riflesso della visione altrui (Harry, il padre, le amiche, le colleghe del diner, etc.). In realtà tutti i personaggi femminili sono poco incisivi e a tratti stereotipati.

La leggerezza del personaggio di Nola, del suo arco narrativo, rende la storia d’amore piuttosto aleatoria e nel complesso noiosa. Non c’è poi nessuna analisi (ed eventuale messa in discussione) del macigno morale che colpisce la reputazione di Harry agli occhi degli abitanti della cittadina di Somerset e della maggioranza degli americani. Di sesso, nella serie come nel romanzo, non si parla affatto; le questioni sono piuttosto altre e una volta risolto il caso di omicidio, ne andrebbe aperto un altro, ma nessuno sembra averne il minimo interesse.

La sensazione che abbiamo tratto dalla visione è che nella riduzione sia mancato un lavoro di riscrittura e di rielaborazione dei personaggi, necessario non solo in ragione dell’adattamento, ma anche per superare i limiti di alcuni caratteri non pienamente riusciti: pensiamo alla madre di Marcus, troppo caricaturale e ridondante anche nel romanzo.

C’è da dire che il trucco non ha aiutato gli attori: spesso ha tolto ai passaggi temporali autenticità. Troppo patinato Patrick Dempsey nel ruolo di Harry, soprattutto nel presente; di Nola abbiamo già detto, mentre Marcus non riesce mai ad avvicinare realmente lo spettatore nonostante il suo sviluppo, certamente più articolato rispetto agli altri caratteri. La regia di Jean-Jacques Annaud (Il nome della rosa, Sette anni in Tibet) alterna inquadrature da film d’inchiesta degli anni ’70 ad ampie panoramiche delle spiagge, delle foreste e della natura del Maine, il tutto con grande cura del dettaglio.

Nonostante le numerose criticità riscontrate, il mix tra paesaggi da favola, segreti nascosti, amori impossibili e la ricerca dell’assassino è ben bilanciato e troverà di sicuro estimatori: noi non siamo tra quelli, ma La verità sul caso Herry Quebert può piacere. Di certo potete trovare di meglio. A cominciare dal libro.

Titolo originale: The truth about the Harry Quebert affair
Numero degli episodi: 10

Durata media ad episodio: 50 minuti
Distribuzione streaming: Sky Atlantic

CONSIGLIATO: A chi ama i paesaggi del Maine, tra diner e foreste affacciate sull’oceano ed è alla ricerca di un piacevole intrattenimento, senza troppe pretese.

SCONSIGLIATO: A quanti hanno amato il libro di Joel Diker. E’ sempre difficile tenere separati i giudizi tra una serie e il libro da cui è tratta, ma in questo caso il confronto rischia di schiacciare una produzione che avrebbe potuto fare meglio.

VISIONI PARALLELE:

La verità sul caso Harry Quebert, libro di Joel Dicker edito in Italia presso Bompiani nel 2012. Un buon romanzo, un noir dalla trama solida e ricco di interessanti spunti meta-letterari che pecca solo in qualche personaggio privo di un arco narrativo compiuto e in alcuni dialoghi, poco incisivi, specie nella traduzione italiana.

UN’IMMAGINE: Bobbo Quinn che si addormenta, finalmente riappacificato, a fianco della moglie Tamara dopo aver letto nel suo diario, custodito in cassaforte, quanto la donna lo ami sebbene non riesca a comunicarglielo.

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