Ready Player One: proiezione trionfale al SXSW

Prima trionfale proiezione al SXSW Festival di Austin, Texas, per il nuovo film di Steven Spielberg, Ready Player One.

Tratto dal romanzo di Ernst Cline, il film è un viaggio emozionale e ipercinetico nell’universo cinematografico degli ultimi 30 anni, grazie al fatto che i suoi protagonisti sono immersi nella realtà virtuale di Oasis, un gioco che mette in palio il loro futuro.

Siamo nel 2045, il fondatore di Oasis è morto e ha deciso di lasciare le quote della società al giocatore, che riuscirà a risolvere gli enigmi disseminati nel percorso.

Wade Watts, Aech e Ar3mis si alleano per riuscirci, contro il perfido Nolan, un dirigente della società che vuole arrivare al controllo con altri mezzi.

La proiezione del film, che pure ha avuto un paio di inconvenienti tecnici ed è stata brevemente interrotta, si è conclusa con una standing ovation del pubblico del SXSW e con cori da stadio all’indirizzo del settantenne Spielberg, capace di realizzare un altro di quei film straordinariamente spettacolari, che l’avevano reso, nella prima parte della sua carriera, il Re Mida di Hollywood.

“This is not a film that we’ve made, this is — I promise you — a movie. It’s a movie that’s got to be seen on the big screen, and I’m wondering if this is a big-enough screen, because we made this with a lot of ambition to really fill the screens.”

Spielberg ha dichiarato anche: “When I make a movie that I direct behind the camera, and I made a whole bunch of historical films like The Post and Bridge of Spies where I direct behind the camera, I’m pretty much in control of that. But when I decide to make a movie where I’m sitting in the audience with you, and I direct a movie in a seat next to you, that means I made the picture for you. And your reaction is everything, everything.”

Il film è piano di riferimenti culturali e citazioni, da Shining a Ritorno al futuro, dal Gigante di Ferro a Jurassic Park, King Kong e Nightmare on Elm Street, ma, secondo il regista “Just remember one thing: The side windows are for cultural references, the windshield is for a story,”  ovvero i finestrini laterali possono anche essere impegnati per le citazioni, ma la storia scorre proprio davanti a noi attraverso il parabrezza.

Speilberg ha anche raccontato ai fans perchè lavora spesso a due progetti contemporaneamente, com’è accaduto anche quest’anno per Ready Player One e The Post: “I found when I had multiple projects, I don’t get lost on one. I’d come back to one with complete clarity and my objectivity is the thing that I fear the most losing. The second I become too subjective about something and get too inside the story, I can’t see it from the audience’s point of view. By doing several things at the same time, I get to have a renewal of objectivity.”

Negli ultimi vent’anni, il suo cinema ha virato sempre più verso la storia, abbandonando la spettacolarità fine a se stessa. Con Ready Player One, il filmaker di Indiana Jones e Jurassic Park sembra tornato all’opera.

Il film uscirà in Italia il 28 marzo prossimo.

 

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