Noir in Festival: il premio Chandler a Margaret Atwood

La XXVII edizione del Noir in Festival è dedicata ad una donna, Margaret Atwood, che riceverà il Premio Chandler la sera del 7 dicembre.

Il suo lavoro è tornato prepotentemente alla ribalta, grazie ai due adattamenti che Hulu e Netflix hanno realizzato da Il racconto dell’ancella e L’altra Grace.

Peraltro si potrà riscoprire al festival il primo adattamento di The Handmaid’s Tale di Schlondorff con Natasha Richardson del 1990.

Il festival, diretto da Marina Fabbri e Giorgio Gosetti, com’è già avvenuto l’anno scorso, ha una doppia sede: sarà a Milano dal 4 al 6 dicembre e a Como dal 7 al 10 dicembre.

La grande novità è il premio intitolato a Claudio Caligari, che selezionerà il miglior film italiano di genere, mentre il premio Scerbanenco, come sempre, è riservato alla narrativa noir, gialla, poliziesca, hard boiled.

In concorso, da segnalare la presenza di Madame Hyde di Bozon e del bellissimo You were never really here di Lynne Ramsay con Joaquin Phoenix, premiato a Cannes.

Fuori concorso si vedranno anche Rachel di Roger Mitchell con Rachel Weisz e Wonderstruck di Todd Haynes, che chiuderà la rassegna.

Da segnalare in particolare il ritorno della versione restaurata in 4K de Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme, a trent’anni dalla pubblicazione del romanzo di Thomas Harris ed a venticinque dall’uscita del capolavoro con Anthony Hopkins e Jodie Foster.

Tutto il resto lo troverete sul sito.

Questo è il comunicato stampa ufficiale:

La XXVII edizione di Noir in Festival si apre domenica 3 dicembre all’Auditorium IULM di Milano, con un giorno d’anticipo rispetto alle date tradizionali. La scelta, voluta fortemente da Gianni Canova come delegato IULM nella direzione del festival (insieme a Giorgio Gosetti e Marina Fabbri), sottolinea la prima novità di quest’edizione: la nascita del Premio Caligari, concorso riservato al miglior film italiano di genere uscito nell’anno solare e dedicato a una figura indimenticabile del cinema italiano, Claudio Caligari, autore giusto vent’anni fa di un noir esemplare come L’odore della notte (1997).

Gli otto film risultati finalisti in questa selezione, che si affianca idealmente al Premio Giorgio Scerbanenco per il miglior romanzo noir dell’anno, verranno giudicati da una giuria popolare composta da studenti e appassionati, affiancati da due critici e un presidente che guiderà le discussioni di voto. Accompagnati da Maccio Capatonda (per Omicidio all’italiana) e dal direttore della fotografia Luca Bigazzi (per Sicilian Ghost Story) scenderanno infatti in lizza domenica 3 i primi due concorrenti. Tutti gli altri film finalisti saranno poi presentati all’auditorium IULM dai loro registi in una serie di incontri promossi con il sostegno di Istituto Luce – Cinecittà, partner del Festival come del resto Anteo Palazzo del Cinema che ospiterà la selezione ufficiale del Concorso internazionale per il cinema e i suoi eventi speciali.

Il programma della letteratura Noir troverà invece casa milanese alla Fondazione Gian Giacomo Feltrinelli:

protagonista assoluta la grande scrittrice canadese Margaret Atwood, che parlerà il 6 dicembre alle 18 e sarà poi premiata al Teatro Sociale di Como il 7 dicembre con il Raymond Chandler Award. Sulle rive del lago il festival, ricco di appuntamenti col cinema, i libri, la televisione, si concluderà sabato 9 dicembre con la celebrazione del trentennale di un capolavoro del genere come Il silenzio degli innocenti di Thomas Harris e il restauro in 4K dellaversione cinematografica firmata da Jonathan Demme.

Scrittura al femminile, tematiche psicologiche, l’ombra nera del futuro e quella della paura faranno da filo

conduttore agli incontri letterari in programma con partecipanti di rilievo da Simona Vinci a Paola Barbato, da Antonella Lattanzi a Marco Vichi, da Roberto Costantini a Marcello Fois, da Donato Carrisi a Carlo Lucarelli, senza contare il contributo di autori stranieri come Marcos Chicot e Bernard Minier che portano al Noir le voci di tradizioni nobili come quella spagnola e francese e di “dialoganti eccellenti” come Antonio Scurati, Chiara Valerio, Nicoletta Vallorani, Massimo Picozzi.

Vendetta al femminile, melodramma romantico, noir rurale e thriller adrenalinico, crudeltà e complotto sono invece le parole-chiave della selezione cinematografica che offre un concorso di otto prime assolute aperte a cinematografie inedite, dalla Malesia alla Finlandia, dai Paesi Baschi all’Irlanda. E ancora anteprime mondiali e internazionali, interpreti mitici come Isabelle Huppert in Madame Hyde e Joaquin Phoenix nell’esplosivo You Were Never Really Here, due fuori concorso di razza come My Cousin Rachel di Roger Michell con Rachel Weisz dal romanzo di Daphne du Murier e Wonderstruck di Todd Haynes con Julianne Moore e l’esordiente Millicent Simmonds.

Due gli eventi speciali dedicati al cinema italiano: l’omaggio al “maverick” del poliziottesco Enzo G. Castellari e la scoperta di un recente cult-movie della produzione indipendente: Il demone di Laplace di Giordano Giulivi, premiato in tutto il mondo e ignorato in Italia. E infine, nella serata conclusiva del festival, la versione in forma di lettura recitata e filmata live dell’applaudito spettacolo sull’omicidio di Olof Palme, realizzato e interpretato da Gemma Carbone Gul – uno sparo nel buio, scritto dalla protagonista insieme a Giancarlo De Cataldo, Giulia Maria Falzea e Riccardo Festa.

A Como sono previsti inoltre alcuni eventi del tutto speciali come: il ritorno del commissario Maigret nell’attesa serie TV Maigret’s Dead Man con Rowan Atkinson; il panel con ospiti prestigiosi sull’Ombra del padre, curato dal Mercurius Prize che quest’anno ha scelto il festival per il suo riconoscimento al cinema nel segno del grande psicanalista Carl Gustav Jung; una collaborazione con la Polizia di Stato (servizio di polizia scientifica) che si aprirà, la sera del 6 dicembre con un concerto speciale della Banda Musicale della Polizia; per finire un evento dedicato ai più piccoli nella dimensione del fantasy che si collega ai festeggiamenti natalizi della “Città dei Balocchi”.

L’immagine dell’anno, firmata da Alessandro Baronciani, riunisce due segni forti della manifestazione: la forza femminile dei grandi personaggi che popolano le storie di Margaret Atwood e l’ossessione interiore che diventa terrore puro nell’opera del maestro del brivido, Alfred Hitchcock la cui carriera debuttò proprio sul lago di Como nel 1926.

Ritorna poi la Black Panther che del Noir in Festival è il nuovo simbolo e a cui è dedicato il premio per il cinema, assegnato da una giuria internazionale, con gli occhi diabolici del mitico felino a rivelare il lato oscuro del nostro tempo, secondo la lezione di Dario Argento che del Noir è da sempre il testimone e il padre nobile.

Cinque gli incontri-dialoghi a più voci in programma nel corso della rassegna: il primo, dedicato al giallo italiano (in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia) per raccontare il volume monografico di “Bianco e Nero”, con un film esemplare come Harlem di Carmine Gallone con un doppio finale a sorpresa, a cui segue l’atteso incontro con Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi sui crimini veri che diventano fiction; il secondo, una master class di Adrian Wotton sulla “vita in noir” di Gloria Grahame e la riscoperta del capolavoro di Nicholas Ray In a Lonely Place del 1950; il terzo un incontro sulla serialità tra cinema e televisione con la casa di produzione Taodue di Pietro Valsecchi e il nuovo progetto Black Vatican; il quarto è un dialogo a due tra Paola Barbato e Antonella Lattanzi su vittime & carnefici. E infine un dialogo a più voci sul racconto della paura con tre diversi “interpreti” della scrittura italiana di genere come Marcello Fois, Simona Vinci e Luca D’Andrea.

Apre la letteratura, il 4 dicembre, alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano, l’incontro con i finalisti del Premio Giorgio Scerbanenco per il noir italiano tra cui la giuria sceglierà il migliore dell’anno, mentre il pubblico della rete ha già scelto il romanzo di Romano De Marco, L’uomo di casa, Piemme.

“Ogni anno si rinnova il segreto di un festival che è come una tavolozza carica di sfumature e di tutti i colori del nero – osservano Giorgio Gosetti e Marina Fabbri: il doppio palcoscenico di Milano e Como ci ha spinto a rinnovare profondamente la struttura del nostro racconto sul lato oscuro dell’individuo e della società. Ma restiamo convinti che il segreto del nostro successo stia nell’incrocio dei linguaggi, nell’attenzione alla storia e alla cronaca, nel dialogo costante tra cinema, letteratura, televisione nel segno di un genere che non conosce stanchezza”.

“Da tempo sottolineo”, dice Gianni Canova a proposito del nuovo Premio Caligari, “che i festival devono essere anche luogo di valorizzazione e riscoperta del buon cinema che già esiste e non solo esasperata caccia alla novità assoluta. Sono contento che, come già per il Premio Giorgio Scerbanenco per la letteratura, il cinema italiano trovi al Noir in Festival e alla IULM un’occasione di prestigio e di confronto popolare. Anche in questo modo la nostra università si apre al nuovo e al cinema di qualità”.

 

 

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