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Cannes 2017. Dopo la guerra

Un certain regard

Dopo la guerra **

Bologna, 2002. The opposition to the Labor Law explodes in universities. The murder of a judge reopens old political wounds between Italy and France.
Marco, a former left-wing activist, sentenced for murder and exiled in France for 20 years, thanks to the Mitterrand doctrine, is accused of having ordered the attack. The Italian government requests his extradition. Forced to flee with Viola, his 16 year old daughter, his life will change forever, as well as his family’s in Italy who has to pay for Marco’s past faults.

Il debutto nel lungometraggio di Annarita Zambrano, nata a Roma, ma francese, dal punto di vista artistico, ha il coraggio di mettere il dito nella ferita ancora aperta del terrorismo politico degli anni ’70.

Il film comincia all’universita’ di Bologna nel 2002. Una fortissima contestazione impedisce ad un professore di diritto del lavoro di tenere la sua lezione. Le proteste contro ogni proposta di modifica dell’art 18 sono un vessillo da sbandierare. Abbandonata l’aula, il professore viene freddato con tre colpi di pistola. Coloro che rivendicano l’attentato si richiamano ad un gruppo terroristico, attivo alla fine degli anni ’70.

Il suo leader, Marco, vive da esule in Francia sin dal 1981, dopo l’omicidio di un giudice e del suo bambino. Oltralpe, si e’ rifatto una vita. Ha avuto una figlia, da una moglie che ora non c’e’ piu. Ha vissuto da uomo libero, grazie alla ‘dottrina Mitterand’, che ha garantito a tutti coloro che avevano abbandonato la lotta armata, di non essere estradati in Italia, anche dopo la condanna definitiva.

Dopo il nuovo attentato pero’ il suo nome e quello dei compagni di un tempo, ritorna prepotentemente sui giornali e la fine della ‘dottrina Mitterand’, sancita dal nuovo presidente francese Sarkozy, spinge Marco a fuggire, entrando in clandestinita’ con la figlia dolescente, Viola.

Trova rifugio temporaneo in una villa isolata nella campagna francese. Nel frattempo a Bologna, la madre e la sorella Anna, che non hanno piu’ avuto sue notizie da vent’anni, sono di nuovo sotto assedio. Soprattuto perche’ Anna e’ la moglie di un sostituto procuratore, in corsa per il posto di Procuratore Capo.

L’idea di raccontare la ‘Notte della Repubblica’ evocando la morte di Marco Biagi e il risorgere del terrorismo rosso all’inizio del nuovo secolo, e’ indovinata e coraggiosa. Il film ricostruisce con una certa precisione il ruolo del terrorista esule ed e’ particolarmente felice nel dipingere il suo rapporto con una figlia, lontanissima dal suo mondo, incapace di accettare la fuga e la messa in discussione della sua vita, in un momento cosi’ particolare.

Grazie alla bravura di Battiston e di Charlotte Cetaire, i duetti tra padre e figlia bruciano di sincerita’ e dolore.

Meno interessante invece la parte bolognese, con la sottotrama che coinvolge il marito di Anna, che appare quanto mai posticcia.

Peccato tuttavia che il film, dopo aver creato le condizioni di un conflitto, capace di aprire alla storia soluzioni non banali, scelga invece un finale da sceneggiatura di quart’ordine.

Un finale che non scioglie i nodi e risolve la storia personale e politica dei suoi personaggi, con un espediente narrativo inqualificabile.

Il bel lavoro psicologico e sociologico della Zambrano e di Delphine Agut, che con lei ha scritto Dopo la guerra, si perde completamente in un terzo atto consolatorio e di comodo, che chiude, con una nota completamente stonata, un esordio che sembrava promettere di piu’.

CREDITS

Annarita ZAMBRANO – Director

Annarita ZAMBRANO – Script / Dialogue

Delphine AGUT – Script / Dialogue

Laurent BRUNET – Director of Photography

Muriel BRETON – Film Editor

Grégoire HETZEL – Music

Ivan DUMAS – Sound

Frédéric HEINRICH – Sound

Paul CHAPELLE – Set decorator

Maria Teresa PADULA – Set decorator

CASTING

Charlotte CETAIRE – Viola

Giuseppe BATTISTON – Marco

Barbora BABULOVA – Anna

Fabrizio FERRACANE – Riccardo

Maryline CANTO – Marianne

Jean Marc BARR – Jérôme

Elisabetta PICCOLOMINI – Teresa

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